A Roma cori “Vesuvio lavali”. Di Francesco: “Non ho sentito. Sono semplici sfottò”

Ieri è andata in scena la partita Roma- Entella, valida per il passaggio diretto ai quarti di finale di Coppa Italia, guadagnato dalla compagine giallorossa guidata da Di Francesco. Nonostante in campo non ci fosse il Napoli, che aveva già disputato la sua partita di Coppa Italia domenica e vinta contro il Sassuolo, ci sono stati i soliti beceri cori di discriminazione razziale e territoriale.

Infatti dalla Curva Sud si è percepito chiaramente sia “Odio Napoli” che “Vesuvio lavali con il fuoco”, cori vergognosi diventati inverosimilmente quelli più in voga tra gruppi di pseudo tifosi che sporcano il calcio con il loro tifo assolutamente antisportivo. E anche in questo caso, nessuno ha preso dei provvedimenti seri ed efficaci per punire chi intonava questi cori. Ancora una volta il calcio è stato offeso, e anche il Napoli e il suo popolo.

Le vicende degli ultimi anni non hanno insegnato niente a nessuno. A cominciare dalla “questione Koulibaly”, vittima di cori discriminatori durante Inter-Napoli fino ad arrivare all’uccisione di Ciro Esposito, sempre per mano di un ultrà giallorosso in una gara di Coppa Italia tra Fiorentina e Napoli, dove come in questo caso la Roma non era protagonista.

Al termine della gara di ieri è stato chiesto all’allenatore giallorosso, Eusebio Di Francesco, se avesse sentito i cori e che idea si fosse fatto al riguardo. Ma l’allenatore, quasi sorpreso dalla domanda, ha risposto: “Ad essere sincero non li ho sentiti, se si tratta di semplici sfottò contro altre squadre mi sembra eccessivo andarli a stigmatizzare. I cori da condannare sono quelli davvero discriminatori, in particolar modo quelli razzisti“.

Anche Spalletti, nella gara di campionato Inter-Napoli, in conferenza stampa negò di aver sentito cori contro Napoli e cori contro Koulibaly. Quindi se stigmatizzare semplici sfottò è deleterio, anche negare cori di questa portata offensiva come “Vesuvio lavali con il fuoco” è altrettanto oltraggioso e deleterio per lo sport.

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