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Zona rossa, chiude anche il Gambrinus: “La città è spettrale, siamo in guerra”


Con il passaggio della Campania in zona rossa chiude anche lo storico Caffè Gambrinus che, seppur temporaneamente, ha deciso di abbassare le serrande mantenendo attivo soltanto lo shop online. Tra gli spostamenti ridotti all’osso e le forti limitazioni previste per bar e ristoranti, il celebre locale ha predisposto la totale interruzione delle attività fino a data da destinarsi.

Zona rossa, chiude il Gambrinus

“Non c’è più nessuno, la città è vuota, spettrale. Siamo in guerra. Aspettiamo con fiducia le successive tappe della campagna vaccinale e riapriremo non appena vi saranno le condizioni” – ha rivelato, all’Ansa, Massimiliano Rosati, uno dei soci del Gambrinus.

Una situazione che sembra ripetersi: già lo scorso novembre, infatti, lo storico caffè napoletano aveva deciso di non riaprire. Antonio Sergio, tra i proprietari del noto bar, aveva dichiarato: “Sono allo stremo delle mie possibilità. Con le limitazioni previste non possiamo andare avanti”.

L’inizio del nuovo anno, invece, ha lasciato il posto alla speranza e l’8 febbraio il Gambrinus ha riaperto i battenti, accogliendo nuovamente i cittadini, tra caffè e sfogliatelle. A distanza di un solo mese la situazione sembra essere nuovamente precipitata per l’intero settore.

I gestori di bar e ristoranti, interessati da drastiche chiusure, sono ormai in ginocchio, reduci da un anno fatto di continui blocchi e restrizioni. Come il Gambrinus, anche la pizzeria Brandi ha scelto di sospendere le proprie attività in attesa di tempi migliori. Nel frattempo è stato decretato anche il fallimento del Gran Bar Riviera che da tempo versava in condizioni difficili.

Giornalista pubblicista, laureata in Comunicazione. Amo scrivere della mia città e dell'eccellenza che la connota da sempre