Il Cimitero delle Fontanelle riapre, ma diventa a pagamento: si parte da 6 euro

Cimitero delle Fontanelle


Una delle riaperture più attese della storia recente di Napoli è finalmente realtà. Il Cimitero delle Fontanelle, chiuso da anni per mancata manutenzione, tornerà ad accogliere napoletani e visitatori a partire da sabato 18 aprile, con un evento che ha già il sapore di una festa collettiva. E dal 19 aprile, l’ingresso sarà aperto a tutti. Per sempre.

Una marcia per aprire il cancello

L’inaugurazione non sarà una cerimonia istituzionale come tante. L’evento prenderà il via alle 9:00 da Largo Totò, e sarà la comunità stessa a muoversi in corteo verso il sito, in una vera e propria marcia popolare. Scuole, parrocchie, associazioni e organizzazioni del terzo settore del Rione Sanità cammineranno insieme per “andare ad aprire” simbolicamente il bene più amato del quartiere. Alla cerimonia prenderanno parte l’Arcivescovo di Napoli Mimmo Battaglia e il sindaco Gaetano Manfredi. Fino alle 18:00 il sito sarà visitabile gratuitamente, con ingressi contingentati.

Un modello virtuoso: pubblico, privato e comunità insieme

Dietro la riapertura c’è un lavoro durato anni, costruito attraverso il Partenariato Speciale Pubblico-Privato tra il Comune di Napoli e la Cooperativa La Paranza. La Paranza ha investito 640.000 euro di risorse private, di cui metà messe a disposizione dalla Fondazione con il Sud e l’altra metà dalla Fondazione di Comunità San Gennaro. Il Comune ha contribuito con ulteriori 200.000 euro per la messa in sicurezza.

“Viene sperimentato, con lo strumento del partenariato pubblico-privato, un modello di gestione che valorizza il Cimitero, ne rispetta le diverse vocazioni e crea sviluppo sul territorio”, ha dichiarato il sindaco Manfredi, annunciando anche iniziative di rifacimento delle strade e una nuova rete di trasporti per rendere la zona più accessibile.

Cimitero delle Fontanelle – I teschi nelle teche

Nuovi spazi e abbattimento delle barriere

Il Cimitero si presenta ai visitatori con un aspetto rinnovato: nuova biglietteria realizzata grazie alla disponibilità della Parrocchia di Maria Santissima del Carmine, nuovi servizi igienici e, soprattutto, l’eliminazione di tutte le barriere architettoniche. Il sito è ora pienamente accessibile a tutti. All’esterno, la riqualificazione urbana firmata dal progetto G124 — sostenuto dall’architetto e senatore a vita Renzo Piano e sviluppato da giovani architetti del Dipartimento di Architettura della Federico II — ha trasformato l’area antistante in una piazza pubblica continua e inclusiva, là dove prima dominava il caos delle auto in sosta.

Lavoro giovane nel cuore del Rione

Non è solo patrimonio: è anche occupazione. Prima ancora della riapertura, La Paranza ha avviato il programma “Scopri le Fontanelle”, un percorso formativo gratuito che ha coinvolto 20 giovani tra i 16 e i 35 anni del Rione Sanità, traducendosi in 11 inserimenti lavorativi nei servizi di accoglienza e accompagnamento al sito. Un dato che parla chiaro su quale idea di sviluppo si vuole costruire attorno a questo luogo.

Come visitarlo

Il Cimitero delle Fontanelle sarà aperto sei giorni su sette, dalle 10:00 alle 18:00 (ultimo ingresso alle 17:15), con chiusura settimanale il mercoledì e il 25 dicembre. L”ingresso diventa a pagamento: 6 euro la visita accompagnata (gratis per i residenti delle II e III municipalità), 8 euro la visita guidata. La durata è di 40 minuti.

Il lunedì e il venerdì l’apertura sarà anticipata alle 9:00 per consentire l’ingresso dei fedeli nella sola zona di preghiera, gratuitamente e senza prenotazione. Per tutte le altre modalità di visita, la prenotazione è sempre obbligatoria e si effettua sul sito ufficiale www.cimiterodellefontanelle.it. Chi visita il Cimitero potrà inoltre usufruire di uno sconto del 15% presso tutti i luoghi culturali del Rione che hanno aderito al partenariato progettuale.

“Ci apprestiamo ad aprire il Cimitero delle Fontanelle non per la comunità, ma con la Comunità”, ha detto Susy Galeone, presidente della Cooperativa La Paranza. Una frase che racchiude vent’anni di lavoro e una visione precisa: il patrimonio culturale non è un bene da custodire, ma una leva da attivare.


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