De Luca sul M5S: “Ininfluenti. C’erano più dirigenti a Napoli che voti nelle urne”

Il Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, nel corso della consueta diretta del venerdì, ha commentato i risultati della campagna elettorale parlando, ancora una volta, degli esponenti del Movimento 5 Stelle.

De Luca sulla campagna elettorale: “I 5 Stelle? Ininfluenti”

Queste le sue parole: “Abbiamo avuto la campagna elettorale amministrativa. Una campagna elettrizzante, entusiasmante, scoppiettante fino alla narcotizzazione. Abbiamo un privilegio in Italia che periodicamente si verificano degli episodi che ci danno grande consolazione e persino commozione. Fra i principali protagonisti ovviamente abbiamo Salvini”. 

“Ci sono stati alcuni episodi di folklore politico. Io mi sono permesso di sfottere un po’ gli amici 5 stelle perché hanno fatto un tentativo di millantato credito, hanno cercato di mettere il cappello su un risultato elettorale rispetto al quale hanno avuto una funzione non determinante”.

“Lunedì sera a Napoli sono arrivati in blocco tutti i dirigenti 5 stelle. Nella serata di lunedì hanno riempito alberghi e ristoranti, peccato che questo affollamento non corrispondesse ai numeri. Manfredi ha vinto con un buon 62%, i voti delle liste sono questi: 5 stelle poco sopra il 9%, PD 12,2%. C’è un buon 40% di voti che derivano da altre scelte, componenti, forze politiche e dunque è inappropriato tentare di mettere il cappello, non si fa. Per questo ho detto che c’erano più dirigenti a Napoli che voti nelle urne”.

“Abbiamo avuto un episodio che ha suscitato un po’ di ironia ma io credo che in relazione ai 5 stelle dobbiamo fare un discorso di verità. Dobbiamo avere l’intelligenza di parlare con tutto quel mondo che si è rivolto a loro nella speranza di rinnovare l’Italia. Quella speranza dobbiamo riaccenderla e io credo che siano maturi i tempi per avviare un ragionamento su una forza riformista che deve riguardare i 5 stelle ma anche il PD”.

“Con alcuni esponenti dei 5 Stelle ho rapporti di cordialità e di amicizia. Fico lo considero un interlocutore serio e credibile oltre che una persona di garbo e grande qualità umana. Anche Di Maio è venuto a festeggiare e io ho apprezzato la posizione che ha assunto rispetto ai temi della giustizia, ha avuto l’onestà di chiedere scusa al sindaco di Lodi massacrato dai 5s e rivelatosi innocente dopo aver patito il carcere”.

“Ora devono fare i conti con i territori. A Salerno sono stati all’opposizione del candidato sindaco che ha vinto. Nell’ambito della loro coalizione ho ritrovato vecchi marpioni della politica politicante che facevano gli assessori 40 anni fa, tra i meno qualificati, e non va bene. Volevate cancellare la casta e poi fate peggio”.

“La vicenda elettorale credo abbia posto tutti davanti a un dovere di coerenza e di fare scelte chiare. Milano è stata una delle realtà che ci hanno prodotto davvero più entusiasmo grazie soprattutto al candidato della Lega, tale Bernardo. Quando l’ho visto la prima volta non ci credevo, sarà un ottima persona ma visto così non ci credevo che potesse essere quello il candidato per una città come Milano. Questo lo ha scelto Salvini. Ovviamente anche a Milano si sono coperti di gloria i 5 stelle, totalmente ininfluenti anche lì”.

Infine su Roma e Virginia Raggi: “Sento di dover rendere l’onore delle armi a Virginia Raggi. Non conta niente quello che dico io ma avendo anche polemizzato sulla Raggi devo dire che averla vista affrontare la battaglia a viso aperto con un’assunzione piena di responsabilità, da sola mentre venivano a fare scampagnate i 5 Stelle a Napoli, mi ha quasi indignato. Raggi merita l’onore delle armi, ha combattuto. Roma ha bisogno di una svolta radicale, di un Governo vero e non di precarietà o cose improbabili ma rispettiamo anche chi ha sbagliato e ha avuto responsabilità e il coraggio di combattere”

 

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