Riccione, la comanda in un noto locale: “Questa mi ha rotto il c… Brucia le uova e sputaci dentro”
Ago 24, 2026 - Redazione Vesuviolive
Comanda in un noto locale di Riccione
“Questa mi ha rotto il c… brucia le uova e sputaci dentro”. Una frase di questo tenore è comparsa a chiare lettere su una comanda stampata in un noto locale di Riccione, accanto all’ordine di alcune uova strapazzate. A fotografarla e a renderla pubblica sono stati gli stessi clienti, scatenando in poche ore una vicenda finita al centro delle polemiche sui social.
L’episodio risale alla mattina del 19 agosto e ha coinvolto una famiglia residente a Firenze, in vacanza a Riccione per qualche giorno. Al tavolo era stato ordinato un menù semplice: uova strapazzate, una spremuta, un espresso e una bevanda. La comanda, stampata alle 10.05, riportava per le uova due indicazioni tecniche di cucina – “molto cotte” e “no insalata” – seguite immediatamente dal commento rivolto, secondo la ricostruzione della famiglia, a una delle commensali.
La rinuncia al piatto e la recensione diventata virale
Accortisi della frase, i componenti della famiglia hanno scelto di non toccare il piatto: il riferimento esplicito allo sputo aveva fatto temere che le uova potessero essere state realmente manomesse in cucina. La foto della comanda è stata allegata a una recensione negativa pubblicata su Google, poi ripresa e condivisa sui social network, dove la vicenda ha iniziato rapidamente a circolare.
A quella recensione ha risposto direttamente la direzione del locale, che non ha smentito il contenuto della comanda, ma ha definito il comportamento “assolutamente inopportuno”, precisando che non rispecchia “i valori, l’attenzione verso il cliente e gli standard professionali” che il locale dichiara di voler garantire ogni giorno. Secondo l’attività, il direttore si sarebbe attivato immediatamente per scusarsi di persona con la famiglia, annullando l’intero conto e offrendo alcuni prodotti in omaggio, rifiutati però dai clienti.
Le due versioni sul conto e sull’età del responsabile
Su questo dettaglio, tuttavia, le due parti raccontano versioni diverse: i clienti sostengono che siano state stornate soltanto le ordinazioni non consumate, mentre il caffè e la bevanda in bottiglia già serviti sarebbero stati regolarmente pagati. Una discrepanza che si somma a un’altra, più delicata, relativa a chi abbia materialmente scritto la frase sulla comanda.
Il locale ha infatti attribuito la responsabilità a un dipendente diciassettenne, assunto da poche settimane, pur ammettendo che l’età non rappresenta in alcun modo un’attenuante e assicurando di aver affrontato la vicenda anche sul piano della formazione interna. Di parere opposto la famiglia coinvolta, secondo cui ad avere a che fare con loro sarebbe stata una persona adulta. Al momento non risultano elementi indipendenti in grado di confermare con certezza quale delle due ricostruzioni corrisponda ai fatti.
