Seviziato col compressore, famiglia sfrattata. Ecco cosa succederà all’aggressore

compressore

La famiglia di Vincenzo, il ragazzo seviziato con un compressore per auto a Pianura lo scorso ottobre, è stata sfratta dalla propria abitazione perché non riesce più a pagare l’affitto. Da quel giorno, infatti, entrambi i genitori hanno perso il posto di lavoro e, anche a causa delle costosissime cure di cui ha bisogno il figlio, cui è stato asportato l’intestino, non riescono più a pagare l’affitto.

Al quotidiano Il Mattino la madre ha raccontato di essere stata di fatto abbandonata, anche dal sacerdote, don Luigi, che le aveva annunciato un’udienza con Papa Francesco, ma che non si fa sentire da un mese. Ella confida, tuttavia, nel ben noto cuore dei Napoletani, che stasera con la cena-spettacolo “Una pizza per… amore”, organizzata dalle associazioni Ciro Vive e  raccoglieranno un po’ di soldi per le cure di Vincenzo.

Intanto è scattato il rito direttissimo per Vincenzo Iacolare, padre di un figlio e aggressore (coadiuvato da due complici) ventiquattrenne di Vincenzo, per il quale l’udienza è stata fissata fissata per il mese di gennaio. Egli si trova nel carcere di Poggioreale, ed a lui si imputano i reati di violenza sessuale e tentato omicidio, accuse dalle quali si difende affermando che “voleva scherzare”, dunque la propria estraneità a ogni volontà di recare del male al ragazzino. Una versione, tuttavia, non compatibile con quella del piccolo Vincenzo, che ha raccontato di essere stato immobilizzato nonostante scalciasse per opporsi alla violenza di cui è stato vittima.

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