Giancarlo Siani, commento shock della sorella del boss Gionta contro la sua memoria: “Queste bocche non ve le cucite mai”
Ott 15, 2026 - Clara Flauto
Il commento di Carmela Gionta contro la memoria di Giancarlo Siani
Carmela Gionta, sorella del boss Valentino Gionta, attualmente detenuto al 41 bis, ha commentato un post di don Ciro Cozzolino, sacerdote da tempo impegnato sul fronte della legalità ed ex referente locale di Libera. Il post era dedicato al ricordo del giornalista Giancarlo Siani, ucciso quarantun’anni fa dalla camorra.
La sorella del boss Gionta: “Ci avete rotto il ca***”
Il post commentato dalla sorella di Gionta, risalente al 23 settembre 2025, era stato pubblicato in occasione del quarantesimo anniversario dell’assassinio di Siani. A distanza di oltre un anno, Carmela Gionta ha commentato il messaggio con parole estremamente offensive: «Dite sempre le stesse cose, ci avete rotto il ca*** voi e Giancarlo Siano, queste bocche non ve le cucite mai».
La replica di don Ciro è stata breve, ma inequivocabile: «mai! Il cognome di Giancarlo è Siani».
Valentino Gionta era stato, inoltre, inizialmente coinvolto nel procedimento giudiziario relativo all’omicidio del giornalista, ma è stato successivamente assolto in via definitiva. La vicenda si colloca in una fase delicata per il territorio oplontino, interessato nei giorni scorsi da un’operazione antimafia della Dda di Napoli, riguardo ad una rissa scoppiata fra clan. Tra le persone coinvolte, il nipote omonimo del boss, 35 anni, che è riuscito a sottrarsi all’arresto ed è tuttora ricercato.
Orfeo Mazzella: “Lessico della camorra”
Il senatore di Torre Annunziata Orfeo Mazzella ha espresso il suo sostegno al sacerdote, condannando duramente le parole lasciate sotto il post.
«Solidarietà a don Ciro Cozzolino. Ma la solidarietà, da sola, non basta», ha dichiarato il senatore «“Queste bocche non ve le cucite mai”. Ho letto questa frase e l’ho riletta. Non è un’opinione e non è uno sfogo, è il lessico della camorra. […] Torre Annunziata attraversa una stagione durissima, il terzo scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni camorristiche è una ferita che riguarda tutti noi e dice che la partita tra la città e chi vuole tenerla in ostaggio non è affatto chiusa»
Anche numerosi cittadini e associazioni si sono uniti intorno a don Ciro e alla memoria ancora viva di Giancarlo Siani.
«A chi chiede di tacere rispondiamo con lo studio, con la presenza e con le parole», ha dichiarato Massimo Napolitano, referente del presidio Libera Torre Annunziata, «Continueremo a farlo finché ci sarà un nome da ricordare e una verità da difendere, perché le nostre bocche non ce le cuciremo mai»
L’episodio del commento di Carmela Gionta ribadisce la realtà ancora difficile in cui versa Torre Annunziata, ma il sostegno dimostrato dalla parte onesta della città accende un barlume di speranza per una comunità che da fin troppo tempo vive in un’omertà soffocante.
