Aggressione in spiaggia, sequestri e denunce: il weekend nero del litorale di Torre del Greco


La rissa che ha coinvolto gli attivisti Ivan Grieco e Matteo Hallissey su un noto stabilimento di via Litoranea ha fatto il giro del web indignando la città: ma è solo uno degli episodi accaduti nel weekend tra mondo fisico e social aventi come tema centrale la gestione ed il (mancato) rispetto dei beni pubblici marittimi.

Rissa in spiaggia a Torre, attivisti aggrediti: “Questa è casa nostra”

Ha fatto il giro dei social in poche ore il video denuncia di Matteo Hallissey, presidente di +Europa e dello streamer romano Ivan Grieco che testimonia la violenza subita dai due attivisti su un noto stabilimento balneare di via Litoranea a Torre del Greco.

Grieco ed Hallissey, stando a quanto si apprende dal filmato circolato in rete, si sarebbero recati sulla spiaggia torrese per contestare ai concessionari il mancato rispetto del regolamento in materia di occupazione demaniale dell’arenile. Un’attività che i due stanno svolgendo su numerose spiagge in tutta Italia, contribuendo a portare all’attenzione del pubblico il tema della gestione delle spiagge e delle condotte, talvolta ritenute irregolari, dei gestori dei lidi.

Dopo i primi scambi verbali, i due attivisti denunciano di essere stati aggrediti dai gestori della spiaggia: il filmato mostra scene di inaudita violenza, in seguito alla quale Grieco ed Hallissey avrebbero riportato numerosi lividi, escoriazioni e ferite. Un atteggiamento aggressivo che avrebbe costretto i due ad allontanarsi dallo stabilimento.

Proprio nell’allontanarsi, i due riprendono gli ultimi istanti dello scontro riportando le parole di un soggetto non meglio identificato che dice: “Questa è la mia famiglia. Questa è casa nostra. Io, se vengo a casa tua porto rispetto. Porta rispetto a casa nostra”. Parole che fanno riflettere, alle quali Grieco risponde: “Ma il mare è di tutti”.

Dopo l’aggressione arriva Borrelli: la versione dei balneari

Mentre Hallissey e Grieco annunciano di aver sporto denuncia per l’accaduto, dopo poche ore è giunto sul posto anche il deputato Francesco Emilio Borrelli, contestando la violenza ai gestori del lido che cercano, nell’occasione, di dare la loro versione dei fatti.

Pare che la contestazione di Hallissey e Grieco fosse diretta, in particolare, al mancato rispetto della distanza tra gli ombrelloni e i lettini più vicini al mare ed il bagnasciuga che, per regolamento, deve sempre restare libero e garantire un passaggio privo di ostacoli entro i 3 metri (nel caso di spiagge con larghezza inferiore ai 20 metri).

I gestori fanno intendere che avrebbero subìto un atteggiamento provocatorio da parte degli attivisti e che il mancato rispetto della distanza (che si nota dai video circolati in rete) sarebbe dipeso dal mare agitato della giornata di ieri 26 luglio. Condizioni che avrebbero “rubato” ulteriori metri alla spiaggia dopo che, a loro dire, le prime file erano già state impegnate dai clienti.

“Non c’è stata alcuna violenza da parte nostra – spiegano i titolari al giornale ‘Il Mattino’ – abbiamo solo cercato di calmare gli animi dividendo il giornalista e l’operatore da alcuni clienti che hanno reagito al mancato rispetto della privacy, visto che avevano chiesto di non essere ripresi dalle telecamere”.

Secondo i gestori, il video diffuso online mostrerebbe soltanto una parte della vicenda, senza documentare quanto sarebbe accaduto nei momenti precedenti alla lite.

“Sono venuti con il solo scopo di provocare”, spiegano dalla struttura. “Con il mare agitato la battigia si restringe e hanno contestato le misure dell’arenile e gli spazi occupati dagli ombrelloni, senza accettare alcuna nostra spiegazione. Non c’è stato confronto ma soltanto aggressione verbale. Noi siamo intervenuti esclusivamente per riportare la calma quando ci siamo accorti che avevano iniziato a discutere con alcuni clienti infastiditi dalla presenza delle telecamere“.

I gestori sottolineano inoltre che la struttura è “frequentata da famiglie con bambini”, precisando che “offriamo tavolini anche a chi porta il cibo da casa e non impediamo l’accesso al mare”. Da qui la conclusione: “Non accettiamo morali, lezioni o etichette che non meritiamo”.

Ombrelloni in acqua anche nel lido “vip”: lo spot diventa una shitstorm

Sullo stesso tema ma senza risvolti violenti il secondo “caso” scoppiato ieri mattina, stavolta tutto social: un altro noto stabilimento di Torre del Greco, già al centro di polemiche nelle scorse settimane per i prezzi ritenuti esagerati e per alcune presunte limitazioni all’introduzione di cibo e bevande dall’esterno, ha pubblicato sul suo canale TikTok un reel promozionale in cui mostra la spiaggia e l’incantevole panorama sul golfo di Napoli, mare azzurro e Capri sullo sfondo.

Claim del contenuto pubblicitario era: “Se questo fosse in Grecia, tutti direbbero ‘che spettacolo!’, siccome è a Torre del Greco qualcuno fa ancora fatica a crederci”. Un vero e proprio boomerang per l’attività che è stata sommersa di commenti negativi poiché nel filmato (girato presumibilmente qualche giorno fa poiché il meteo appare sereno ed il mare piatto) si notano ombrelloni e lettini posizionati praticamente sul bagnasciuga.

Tra i commenti più eloquenti: “Se questo fosse in Grecia, sarebbe spiaggia libera”.

Sedie di plastica per occupare il “posto in prima fila”: sequestro al laghetto

Anche le spiagge veramente libere sono state protagoniste del weekend nero torrese. La Capitaneria di porto di Torre del Greco, nell’ambito dell’Operazione denominata “Mare e Laghi sicuri 2026”, eseguita sotto il coordinamento della Direzione Marittima della Campania, ha intensificato le attività di controllo e vigilanza sul demanio marittimo e sulla sicurezza della navigazione su tutto il territorio di competenza. 

Proprio nell’ambito di tali verifiche, in località “laghetti” di Torre del Greco, il personale della Guardia Costiera coadiuvato dalla locale Polizia municipale ha accertato la presenza di sedie, ombrelloni e tavolini incustoditi ad occupare la spiaggia libera senza soluzione di continuità in modo da avere il “posto” assicurato al ritorno.

Una pratica che si ripete, sottolinea la Capitaneria, ogni estate, ma espressamente vietata. L’intervento è scattato in seguito a diverse segnalazioni di turisti e bagnanti che lamentavano l’occupazione indebita di ampi tratti di arenile mediante il posizionamento di ombrelloni, sedie e altre attrezzature lasciate incustodite per giorni. 

Nel corso dell’operazione sono stati rimossi e sottoposti a sequestro 40 attrezzi, tra ombrelloni, sedie da spiaggia e altro. Gli spazi occupati abusivamente sono stati dunque restituiti alla libera e pubblica fruizione, consentendo a residenti e turisti di utilizzare l’arenile. 


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