Allarme West Nile, crescono i contagi in Italia: cos’è il virus delle zanzare e sintomi
Lug 24, 2026 - Veronica Ronza
Virus delle zanzare
L’OMS lancia l’allarme sulla crescita dei contagi da West Nile, il cosiddetto virus delle zanzare conosciuto anche come Febbre del Nilo, in Europa e in particolar modo in Italia.
West Nile in Italia: l’allarme dell’OMS per il virus delle zanzare
L’escalation dei contagi sta interessando Italia, Grecia, Spagna, Romania e Macedonia del Nord. In particolare, stando all’avviso lanciato dall’Ufficio regionale europeo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’Italia presenta la più ampia diffusione geografica, con 21 casi confermati in 17 aree diverse al 15 luglio.
Considerando l’aumento di casi e il periodo pienamente estivo, l’OMS invita a “rafforzare la sorveglianza delle zanzare e le attività di sensibilizzazione ai cittadini sulle misure di protezione. Per la maggior parte delle persone il rischio rimane basso ma chiunque viva o viaggi in un’area colpita dovrebbe adottare le misure di base per evitare le punture di zanzara e conoscere i sintomi di una malattia grave nel caso in cui ci si ammali”
Cos’è il virus delle zanzare e sintomi
La febbre del Nilo è causata da un virus che ha come serbatoi gli uccelli selvatici e le zanzare (più frequentemente del tipo Culex), le cui punture sono il principale mezzo di trasmissione all’uomo. Isolata per la prima volta in Uganda, è diffusa in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America. Negli ultimi anni sta circolando anche in Italia.
Il periodo di incubazione, dal momento della puntura della zanzara infetta, varia dai 2 ai 14 giorni, estendendosi a 21 per le persone con deficit a carico del sistema immunitario. Generalmente si presenta senza sintomi (nell’80% dei casi) oppure con disturbi lievi (20% dei casi) come febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati, sfoghi cutanei. Solo in rari casi può accompagnarsi a sintomi neurologici: nello 0,6% di casi il virus può provocare gravi forme neurologiche quali encefalite, meningoencefalite o paralisi fla
Nei casi lievi i sintomi tendono a scomparire nel giro di pochi giorni o una settimana. In quelli più gravi diventa necessario ricorrere all’ospedalizzazione. La diagnosi viene prevalentemente effettuata attraverso test di laboratorio (Elisa o Immunofluorescenza) effettuati su siero e, dove indicato, su fluido cerebrospinale, per la ricerca di anticorpi del tipo IgM.
