Conte sbotta e cita Mourinho dopo Napoli-Como: “Noi due tituli, gli altri zero”


È un Antonio Conte amaro, ma combattivo quello che si presenta nella sala conferenze dello stadio Maradona.

Tra l’emergenza infortuni, le frecciate arbitrali e la rivendicazione dei successi ottenuti, lo sfogo del mister tocca tutti i nervi scoperti della stagione azzurra.

Il primo nodo è la direzione di gara e quella mancata espulsione su Hojlund che brucia ancora. Conte prova a smorzare i toni, ma la stoccata arriva comunque: “Non voglio che diventi noioso parlare sempre di arbitri, ma così come noi allenatori dobbiamo migliorare i giocatori, penso che Rocchi debba lavorare per migliorare arbitri e VAR”.

Il tecnico mette l’accento su un dato statistico che definisce “curioso”: “Abbiamo subito l’undicesimo rigore stagionale. Siamo forse la squadra che ne subisce di più, pur essendo tra quelle che concedono meno tiri in porta. Alcuni sono giusti, altri discutibili, ma dobbiamo stare più attenti con le braccia“.

Ma è sulla gestione della rosa che Conte alza la voce. L’eliminazione, secondo l’allenatore, è figlia di una situazione clinica e numerica critica. “Viaggiamo in emergenza da tempo e la situazione peggiora invece di migliorare,” ammette con franchezza.

Il focus si sposta sul gigante belga: “Romelu non è a posto, c’è poco da dire. Non è il vero Lukaku“.

Nonostante le difficoltà, Conte elogia lo spirito del gruppo: “Stiamo tirando fuori tutto. C’è l’amarezza di avere le armi spuntate, ma la soddisfazione di giocarsela sempre. Il Como ha 41 punti in A, era al completo e riposato. Noi abbiamo giocato tre giorni fa e perso altri pezzi, eppure siamo usciti solo ai rigori”.

Poi il passaggio sul mercato: “Mi è stato detto che potevamo fare mercato solo a costo zero. Sono arrivati questi due ragazzi per darci una mano, è una scelta della società“.

“Siamo in 16 giocatori, la situazione non cambia. Dobbiamo ringraziare chi va in campo e fare del nostro meglio. A fine anno tireremo le somme e vedremo se saremo in Champions, Europa League o Conference”.

In chiusura, Conte tira fuori l’orgoglio del vincente. Di fronte alle critiche per l’uscita dalle coppe, il tecnico rivendica il lavoro svolto nel biennio: “Senza la ‘tigna’ di questi ragazzi, l’annata sarebbe disastrosa. Invece siamo lì“.

Poi, il gesto iconico: mano destra a fare lo zero, sinistra a indicare il due. “Scudetto e Supercoppa in due anni. Non so in quanti possano vantare queste cose. D’ora in poi inizierò le conferenze così, ricordando chi ha fatto ‘zero titoli’, ok?”.


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