Pompei invasa da enormi aragoste: è la più grande mostra dell’artista di fama mondiale
Ago 24, 2026 - Veronica Ronza
La mostra delle aragoste di Colbert a Pompei
Fino al 30 novembre 2026 il Parco Archeologico di Pompei ospiterà la mostra diffusa di Philip Colbert, l’artista britannico, “erede” di Andy Warhol, che già a Napoli più volte ha portato la sua innovativa mostra caratterizzata da enormi aragoste.
Il regno delle aragoste di Colbert al Parco Archeologico di Pompei
Dalle rovine dell’antichità alle icone della cultura pop, passando per un messaggio di rinascita per il territorio: la mostra intitolata Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology è la più grande installazione artistica mai realizzata dall’artista britannico.
Oltre trenta sculture monumentali del suo iconico alter ego, The Lobster, popoleranno Pompei e i siti del territorio, tra cui il sito protostorico di Longola, dove una delle opere sarà allestita come segno di attenzione verso il territorio dopo il grave incendio doloso che ha colpito di recente.
Sempre più riconosciuto come uno dei principali artisti delle installazioni site-specific su larga scala, Colbert ha realizzato importanti interventi artistici a Taipei, Seoul, Hong Kong, Shanghai, Singapore, Macao, Londra, Venezia, Napoli, Roma e in Sicilia, costruendo una pratica artistica globale e distintiva. Il suo lavoro si colloca all’intersezione tra arte, intrattenimento e cultura di massa, creando esperienze accessibili e di forte impatto per il pubblico di tutto il mondo.
“Pompei è, per me, la città dell’antichità per eccellenza, un luogo che esiste oltre il tempo. Non riesco a immaginare un contesto più potente in cui creare un dialogo scultoreo sul tempo, sull’identità e sui modi in cui l’arte può trascendere i propri limiti. Le rovine di Pompei incarnano al tempo stesso tragedia e bellezza, e la città stessa sembra sospesa tra passato e presente” – ha spiegato Colbert.
La mostra include molte sculture mai esposte prima dall’artista, dialoga con la storia del sito e del suo territorio attraverso il viaggio simbolico dell’astice di Colbert, che riecheggia la storia stessa di Pompei fatta di distruzione, conservazione e memoria collettiva.
Mentre i visitatori attraversano il sito, le sculture emergono in modo inatteso all’interno del Parco: colorati astici in acciaio inox e opere con patina bronzea appariranno tra colonne, archi e rovine antiche. Accanto a queste, una nuova trilogia di monumentali sculture in acciaio nero, concepite come “reperti mitologici del futuro”, tra cui guerrieri-astice robotici, si presenterà come rovina speculativa proveniente da un futuro immaginario.
Oltre a Pompei, le opere saranno esposte anche negli altri siti gestiti dal Parco archeologico: Longola, Boscoreale, Oplontis, Villa San Marco, Villa Arianna e il Real Polverificio Borbonico.
