Papà, infermiere del 118, lontano da casa. Il figlio: “Mi viene da piangere, non riesco a stare senza di te”

infermiere figlio

In questo momento il personale sanitario, medici e infermieri, sono in prima linea nella battaglia contro il coronavirus. Persone che mettono a rischio sé stessi pur di salvare vite. Molti di loro hanno una famiglia e dei bambini piccoli e per il loro amore hanno deciso di lasciare casa. Troppo alta la possibilità di contagio infatti nelle strutture sanitarie che al Nord ha fatto registrare numerosi casi di positività tra medici e infermieri.

Così Nicola Paciello, un infermiere del 118 dell’Asl Napoli 1 Centro, ha deciso di stare lontano da suo figlio. Un sacrificio enorme fatto per il suo bene. Il piccolo però ha voluto mandargli un audio per la Festa del Papà. Audio che solo oggi Nicola ha deciso di condividere sul suo profilo Facebook. Un filmato in cui l’infermiere è in macchina pronto ad attaccare il turno:

“Papi senza di te non posso stare, ti vorrei vedere tutta la giornata. Solo che per colpa di questo coronavirus, non ci possiamo vedere. Mi viene da piangere perché su Instagram e su WhatsApp tutti stanno dicendo: “Io oggi ho passato una giornata bellissima col mio papà”, e mi viene da piangere perché anche io volevo passare una bella giornata con te. Però, pazienza. Io ti amerò comunque e spero che questo Coronavirus si leva in fretta. Perché io senza di te non riesco a stare, potrei prendermi il coronavirus e morire pur di stare con te. Farei di tutto, ma di tutto. Ti amo alla follia, tu sei il mio amore”.

E l’infermiere Nicola è pronto per una nuova battaglia con la forza data dall’audio del figlio.

“Ricomincia l’inferno, buongiorno. Un’altra giornata lunga”.

Come spiega Nicola in un altro post:

“Stamattina ho iniziato a lavorare alle 7:20 sono rientrato a casa alle 22:00….e mi chiedo perché lo faccio? Lo faccio perché sono un infermiere e l’infermiere ha due obblighi da rispettare, quello professionale….importante sì, ma soprattutto un obbligo che abbiamo effettuato un giuramento per lui… È l’obbligo morale”. 

 

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