Frana, Senaldi: “Un miliardo a Niscemi? Case a 25 mila euro, mica vendute a peso d’oro”
Gen 29, 2026 - Veronica Ronza
Frana Niscemi, giornalista Pietro Senaldi
Nonostante la catastrofe e la disperazione di intere famiglie che, in un battito di ciglia, si sono viste private delle loro abitazioni, la frana di Niscemi continua ad essere trattata da alcuni come una tragedia “annunciata” che, in quanto tale, non necessiterebbe nemmeno di provvedimenti importanti. Sembra essere proprio questo il pensiero, trapelato in televisione, del giornalista e condirettore di Libero, Pietro Senaldi, intervenuto al Tg2 Post sulla questione.
Frana di Niscemi, il giornalista Senaldi: “Case? Mica valgono oro”
Ancora una volta, come già successo per la frana di Ischia, quando una catastrofe colpisce il Sud Italia, anziché concentrarsi sulle soluzioni da adottare per supportare le popolazioni coinvolte, si tende a puntare il dito contro gli abitanti stessi. Anche in questo caso il “se la sono cercata” è l’imperativo dominante, seppur in un momento in cui uomini, donne, giovani e bambini si ritrovano in strada, in preda alla disperazione, privati dei loro averi, dei loro ricordi.
C’è chi ha sacrificato i propri risparmi per garantirsi un tetto sopra la testa, chi è legato affettivamente all’abitazione in cui è cresciuto, chi con difficoltà porta avanti la propria famiglia ritrovandosi nel baratro più totale. Almeno adesso, dinanzi alle lacrime delle vittime, gli abitanti di Niscemi meriterebbero soltanto rispetto e solidarietà. E invece c’è anche chi quasi ridicolizza la proposta di Elly Schlein di destinare una parte dei soldi da impiegare per il ponte sullo Stretto d iMessina alla popolazione colpita dalla frana, trattandosi di una situazione che richiede misure urgenti.
Interpellato dalla conduttrice del Tg2 Post – che prima di presentarlo ha sottolineato il fatto che le case siano state “vendute nel massimo rispetto della legalità” – Pietro Senaldi, mostrandosi quasi indifferente al dramma delle famiglie siciliane, ha dichiarato: “Quando la Schlein ha dichiarato di voler dare un miliardo a Niscemi, togliendolo al ponte, per pura curiosità mi sono fatto un giro. La frana di Niscemi è una tragedia ma parliamo di un patrimonio immobiliare che ha un valore molto basso. Un appartamento a Niscemi vale 20/25 mila euro. Quindi sono state vendute ma non è che le hanno vendute a peso d’oro“.
“E’ una situazione che si conosceva. Bisogna intervenire per dare un alloggio a queste persone che non possono più tornare nelle loro case, però sono tragedie non dico imponderabili, perchè comunque che il terreno fosse arginoso si sapeva, ma una volta che succedono non ti resta che rimediare. Sicuramente sono stati dati dei permessi a livello locale, sempre che siano stati dati, che non andavano dati. Questo mi sembra piuttosto evidente”.
Parole inopportune e anche lesive della dignità di chi, per quell’ipotetica cifra, sacrifica intere giornate di lavoro ma soprattutto per i siciliani colpiti in prima persona dal disastro che, a detta del giornalista, nemmeno meriterebbero i fondi promessi dalla Schlein in quanto proprietari di unità abitative di poco conto.
La stessa conduttrice ha voluto replicare alle parole dell’ospite dicendo: “Anche 20 mila euro non sono pochi. Magari per te che sei a Milano lo sono, ma per una famiglia di Caltanissetta no”. Senza considerare il fatto che lo stesso sindaco di Niscemi avrebbe smentito tali cifre che, effettivamente, sembrerebbero impossibili per l’acquisto di un immobile, qualsiasi sia la sua locazione.
Subito dopo è intervenuta Alessandra Ferrara, direttrice Rai Isoradio, rimarcando ancora una volta “è una tragedia però è annunciata”. In caso di calamità naturali, dunque, se per il Nord si parla di tragiche catastrofi, per il Sud non si fa altro che addossare le responsabilità ai cittadini che, almeno in questa prima fase di emergenza concreta, dovrebbero ricevere soltanto appoggio e solidarietà, in attesa di interventi risolutivi. In seguito ci sarà il tempo di approfondire cause ed eventuali responsabilità, ma prima bisogna trattare l’argomento con umanità e delicatezza, rispettando la sofferenza di chi, ad oggi, non ha più nulla.
