Referendum Giustizia, tra riforma e polemiche: Nordio rilancia, ma evita il confronto
Mar 18, 2026 - Martina Siano
Il 22 e il 23 marzo saremo chiamati alle urne per votare a favore o contro per il Referendum sulla Giustizia, che mira a modificare alcuni articoli della Costituzione.
Per l’opposizione, si tratterebbe di una chiara operazione politica per controllare la giustizia italiana; per il governo, invece, sarebbe una manovra destinata a ridimensionare la corruzione (supposta dai promotori del Referendum) tra pubblici ministeri e magistrati.
Abbiamo ascoltato direttamente le dichiarazioni del Ministro Carlo Nordio, promotore della riforma della giustizia. Il Ministro è stato invitato alla rassegna “Incontri di Valore”, evento portato avanti da diversi anni da Nicola Ruocco, impegnato nella promozione dell’informazione e della cultura.
Il Ministro Nordio all’evento “Incontri di Valore”
Nordio è stato calorosamente acclamato dagli oltre trecento ospiti presenti tra le mura dell’Hotel Habitat79 di Pompei.
Tuttavia, ha preferito non rispondere alle domande del pubblico e della stampa, commentando soltanto alcune citazioni dal suo ultimo libro, “Una Nuova Giustizia”, pubblicato lo scorso gennaio in vista del referendum estrapolate dal relatore Ruocco.
Le (non) dichiarazioni di Nordio sulla riforma della giustizia
L’intervento del Ministro si è aperto subito sul tema della presunta corruzione tra giudici e PM, questione al centro delle preoccupazioni del governo, che promette di debellare il clientelismo all’interno della magistratura grazie alla separazione delle carriere e alla conseguente formazione di due distinti Consigli Superiori della Magistratura.
“PM e giudici convivono nello stesso Consiglio Superiore della Magistratura che ne governa i destini e, appunto, le carriere. In questo organismo, i componenti durante la competizione chiedono i voti, determinando una commistione di interessi tra inquirenti e giudicanti.”
Secondo il Ministro Nordio e i promotori della riforma, durante le elezioni interne al Consiglio, i candidati cercherebbero il sostegno dei colleghi per ottenere la nomina.
Questo meccanismo, sostengono, potrebbe generare conflitti di interesse tra pubblici ministeri e giudici, poiché entrambi partecipano allo stesso organismo che decide sulle carriere e sulle valutazioni dei magistrati.
Il Ministro e le ragioni del Sì
A tal proposito, il Ministro ha dichiarato: “Se l’imputato sapesse che il giudice fosse, in realtà, giudicato dal suo accusatore, perderebbe quel residuo di fede e di speranza che ha nei confronti della giustizia.”
L’obiettivo del governo non è solo risolvere la presunta corruzione interna alla magistratura, ma anche garantire una corretta e imparziale gestione dei procedimenti disciplinari dei magistrati attraverso la creazione di un’Alta Corte Disciplinare.
Questa sarà composta non solo da magistrati, ma anche da componenti “laici”: professori ordinari di università in materie giuridiche o avvocati con almeno vent’anni di esperienza professionale. Tali membri non saranno eletti, ma sorteggiati; tuttavia, sembrerebbe che i nomi dei possibili candidati al sorteggio saranno selezionati dalla maggioranza.
Per il governo e per il Ministro, l’Alta Corte Disciplinare rappresenta un organo più efficace rispetto all’attuale CSM, come ha dichiarato Nordio:
“Le sanzioni che vengono attualmente irrogate dal Consiglio Superiore della Magistratura sono molto scarse e banali, e le valutazioni che vengono date dal Consiglio Superiore della Magistratura sono valutazioni basate sull’appartenenza correntizia.”
Le risposte non date
Ciò che avremmo voluto chiedere al Ministro Nordio riguardava le sue dichiarazioni sulle dichiarazioni del figlio di Licio Gelli, il Maestro “venerabile” capo della loggia massonica P2 e mandante della strage di Bologna nel 1980. Secondo il figlio del capo massone, la riforma rappresenterebbe il compimento delle idee del padre. A tal proposito, il Ministro ha affermato: “Se l’opinione del signor Licio Gelli era giusta, non si vede perché non si debba seguirla solo perché l’ha detta lui.”
