Ha ucciso il papà perché non sopportava il rumore del frullatore, pm: “Non è pentito”
Apr 10, 2026 - Veronica Ronza
Carabinieri. Immagine di repertorio
Sono stati chiesti 25 anni di reclusione per Vincenzo Santimone, l’uomo di 47 anni accusato di aver ucciso il padre, nella sua abitazione di Eboli, perché non sopportava il rumore del frullatore.
Eboli, ha ucciso il padre per un frullatore: chiesti 25 anni
Era il 5 marzo 2024 quando al culmine di una lite tra padre e figlio si sarebbe verificata la tragedia. Vincenzo, affetto da problemi psichici, avrebbe inferto diverse coltellate al papà, Riccardo Santimone, ex gommista di 76 anni, che avrebbe perso la vita in pochi istanti.
Il 76enne, pensionato, si dedicava all’assistenza della moglie malata, che in quel momento si trovava in casa. Era in cucina, con il frullatore acceso, quando sarebbe stato raggiunto dal figlio e colpito alla gola e al torace con un coltello da cucina.
A scatenare la furia di Vincenzo sarebbe stato il rumore del frullatore che l’uomo stava utilizzando per preparare la cena. Ad allertare i soccorsi sarebbero stati i vicini, impauriti dalle urla che provenivano dall’appartamento. L’uomo cercò di difendersi tentando di scappare in bagno, senza però riuscirci.
A seguito dell’arresto lo stesso Vincenzo avrebbe confessato di essere impazzito per i rumori domestici. Per il pubblico ministero, il 47enne “non si è mai pentito di aver ucciso il padre, confermandolo anche quando ha reso dichiarazioni spontanee”. Per questo motivo non sono state riconosciute le attuenuanti, soltanto la diminuente della seminfermità mentale ma con le aggravanti relative ai futili motivi e alla crudeltà, per una pena richiesta di 25 anni di reclusione.
