Mercalli: il padre dei terremoti che cambiò il modo di studiare il Vesuvio

Giuseppe Mercalli sul Vesuvio

Mercalli è un nome che, purtroppo, viene sempre associato alle tragedie peggiori. La Scala Mercalli, infatti, misura l’intensità delle scosse sismiche in base agli effetti ed ai danni prodotti. Tale scala si compone di 12 gradi di intensità ed ad ogni grado corrisponde una distruttività maggiore del terremoto. L’inventore di questo importantissimo metodo analitico, insieme agli studiosi Cancani e Sieberg, fu il grande vulcanologo e sismologo italiano Giuseppe Mercalli, da cui prese il nome.

Mercalli nacque il 21 maggio del 1850 a Milano. Era terzogenito di cinque figli in una famiglia di artigiani tessili e presto intraprese la carriera ecclesiastica. Infatti, i suoi studi avvennero all’interno del Seminario di Monza per la cultura letteraria e scientifica. Qui si laureò a 24 anni in Scienze Naturali e, sempre all’interno del seminario, ottenne la sua prima cattedra. Fra i suoi studenti più illustri di questo periodo si annovera Achille Ratti, che salirà al soglio pontificio come Pio XI e che manterrà con Mercalli uno stretto rapporto professionale e di amicizia.

I suoi primi studi riguardarono i depositi glaciali alpini in Lombardia. Insegnò anche al Real Collegio di Reggio Calabria e all’Università di Catania. La reale passione di Mercalli, tuttavia, era lo studio analitico di terremoti e vulcani. La cattedra, proprio in sismologia e vulcanologia, all’Università di Napoli, conseguita nel 1892, gli fornì l’occasione ideale per applicare i suoi studi sul campo, in una delle aree sismicamente più attive della penisola.

Già prima di arrivare a Napoli come docente, il professor Mercalli aveva studiato fenomeni come il terremoto che distrusse Casamicciola, ad Ischia, ed i vulcani italiani, con maggior attenzione al Vesuvio ed a Stromboli. Oltre alla cattedra all’università, lo studioso insegnò anche come Professore Reggente al Liceo Vittorio Emanuele di Napoli, dove ebbe come studente Giuseppe Moscati, futuro medico e santo.

Nel 1911 divenne direttore dell’Osservatorio Vesuviano. Qui Mercalli cambiò radicalmente il metodo di ricerca e controllo del vulcano. Per prima cosa eseguì studi accuratissimi sull’attività vulcanica e sismica dell’intera zona. Poi trasformò l’Osservatorio in quello che doveva essere dall’origine: un centro di analisi e controllo per poter prevedere l’attività del Vesuvio in base all’attività sismica e presismica, calcolando e valutando le scosse, anche le più minime, e tutte le altre avvisaglie di un incremento della pericolosità.

Nell’ambito della prevenzione, lo studioso analizzò anche il comportamento di molti animali prima di un’imminente scossa. Oggi, viene definita “sindrome di Mercalli” la particolare sensazione che fa percepire ad animali ed a qualche essere umano l’arrivo imminente di un terremoto. Per le sue ricerche, Giuseppe Mercalli venne insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Corona d’Italia.

Purtroppo, il professore Mercalli morì tragicamente a 64 anni il 19 marzo del 1914, casualmente il giorno del suo onomastico. Avrebbe inavvertitamente fatto cadere una lampada ad olio accesa: una sbadataggine che causò un incendio che lo uccise e distrusse il suo appartamento a Napoli, in via Sapienza 23. Per alcuni non fu un incidente, ma una rapina finita male e, quindi, l’incendio fu un modo per cancellare ogni prova.

Fonti: Mille anni di scienza in Italia – Museo Galileo; Enciclopedia Treccani.

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