San Giuseppe Moscati, i 3 miracoli del medico dei poveri

Un Santo per essere proclamato tale dalla Chiesa, nella sua vita terrena deve aver  “praticato virtù a livello eroico” oppure aver intercesso almeno per un evento ritenuto miracoloso. È necessario inoltre un secondo miracolo per riconoscere la sua Santità a conclusione del processo canonico. San Giuseppe Moscati si è reso protagonista di ben 3 eventi prodigiosi che lo hanno portato alla canonizzazione, ma per il popolo di Napoli Santo lo era stato già in vita.

Il medico napoletano ha guarito tre persone: Costantino Nazzaro, Raffaele Perrotta e Giuseppe Montefusco.

1. Costantino Nazzaro era un maresciallo degli agenti di custodia, in salute fino a quando nel 1923 un ascesso freddo alla radice della gamba destra non lo portò ad ammalarsi. Durante la convalescenza nell’ospedale militare di Genova ebbe un indolenzimento e un ingrossamento dell’epididimo destro di origine tubercolare. Le sue condizioni fisiche peggiorarono e la diagnosi dopo una visita medica fu “morbo di Addison”. In tutti i trattati di patologia medica si leggeva che questo lo avrebbe portato alla morte sicura. Nella primavera del 1954 l’ammalato, entrato in chiesa del Gesù Nuovo pregò dinanzi la tomba di San Giuseppe Moscati tornandovi ogni 15 giorni per quattro mesi. Una notte Nazzaro sognò di essere operato da Giuseppe Moscati e svegliatosi si trovò perfettamente guarito. I medici che lo visitarono non riuscirono a spiegare la guarigione.

2. Raffaele Perrotta fu guarito istantaneamente da meningite cerebrospinale meningococcica tra il 7 e l’8 febbraio 1941. Da piccolo, in seguito a lancinanti dolori al capo, fu diagnosticata la patologia già in forma grave e stava così male che il professore che lo visitò lo accompagnò a Napoli precisando che al suo ritorno difficilmente lo avrebbe ritrovato vivo. Le sue condizioni si aggravarono e la madre del piccolo invocò Giuseppe Moscati. Passate alcune ore il ragazzo riprese conoscenza e la malattia fu dichiarata debellata. La diagnosi dei medici fu la seguente: “A parte discussioni cliniche del caso due sono i dati incontrovertibili: la gravità della sindrome che faceva prevedere la prossima fine del giovane e l’immediata e completa risoluzione della malattia”.

3. Giuseppe Montefusco, il terzo miracolato, era presente alla canonizzazione di Giuseppe Moscati. All’età di venti anni, agli inizi del 1978, cominciò ad accusare astenia, pallore, vertigini, inappetenza. Nel 1978 fu ricoverato all’ospedale Cardarelli di Napoli e la diagnosi fu “leucemia acuta mieloblastica”, una patologia che lo avrebbe portato in poco tempo alla morte. La madre una notte sognò la fotografia di un medico in camice bianco. Il mattino seguente raccontò tutto al parroco e poiché questi le disse che certamente si trattava di Moscati, si recò nella chiesa del Gesù Nuovo a pregare. Suo figlio dopo meno di un mese guarì. I medici dissero: “Nella nostra esperienza sopravvivono ancora oggi da poco più di cinque anni solo 12 pazienti su 1600 casi di leucemia acuta“. Una consulta medica inviò ai consultori teologi e poi ai cardinali la relazione che affermava che si poteva parlare di guarigione non spiegabile.

Questi tre miracoli sono stati accertati e riconosciuti dalla Chiesa Cattolica, ma tante altre persone giurano di esser state guarite dal medico dei poveri di Napoli.

Dopo lunghi esami, finalmente nel concistoro del 28 aprile 1987, Papa Giovanni Paolo II fissò la data della canonizzazione al 25 ottobre dello stesso anno. Alle 10 del 25 ottobre 1987, in Piazza San Pietro, il Papa, dinanzi a circa 100.000 persone, dichiarò Santo Giuseppe Moscati, a 60 anni dalla morte. La festa liturgica di San Giuseppe Moscati fu fissata al 16 novembre di ogni anno.

San Giuseppe Moscati, 1930 traslazione del corpo nella chiesa del Gesù Nuovo
Fonte
www.sangiuseppemoscati.com
Il video è di Tv2000.it
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