Cippo di Sant’Antuono, Borrelli: “Si rischia guerriglia urbana: è una palestra per criminali”
Gen 14, 2026 - Giuseppe Mennella
E’ di nuovo tempo della festa di Sant’Antuono e dei suoi falò purificatori: ma in vista di questa antica tradizione scatta l’allarme di Francesco Emilio Borrelli per una deriva che rischia di rovinare un momento di gioia.
L’allarme di Borrelli per il “cippo di Sant’Antuono”
Sant’Antonio Abate è il santo del fuoco, protettore del bestiame e dei campi. La sua festività, che cade il 17 gennaio, è molto sentita a Napoli e in tutta la Campania. I cosiddetti “fuocarazzi” illuminano la notte e purificano dai mali e dai demoni. La sua fiamma è fecondatrice e portatrice di ogni bene.
Questo è ciò che vuole una secolare storia che affonda le radici nelle tradizioni contadine ma negli anni il fenomeno è stato riletto sotto una luce decisamente di peggiore auspicio.
A segnalare il problema è l’On. Francesco Emilio Borrelli che ha chiesto alle forze dell’ordine di prevenire eventuali fenomeni criminali che potrebbero verificarsi proprio la sera di sabato 17 gennaio.
“Palestra per criminali, non chiamatelo folklore”
“Quella che un tempo era una tradizione purificatrice legata al fuoco e alla benedizione degli animali, è stata trasformata dalle baby-gang cittadine in una vera e propria esercitazione militare di stampo criminale”, scrive Borrelli.
“Nelle ultime ore si è scatenata la corsa agli ultimi alberi di Natale: i giovanissimi li sradicano dai marciapiedi o li trascinano via con gli scooter come “bottini di guerra”, pronti a incendiarli sabato notte, subito dopo la partita del Napoli”.
Stando alle segnalazioni ricevute dal deputato “Sono previsti blocchi stradali e accatastamenti abusivi di legna in punti critici come il Rione Sanità, i Quartieri Spagnoli e il Cavone, aree dove la sfida allo Stato si fa più sfacciata”.
Per Borrelli è una sfida allo Stato: i social usati come “megafono”
“Siamo all’apoteosi dell’anarchia,” dichiara Borrelli. “Quello che vedremo sabato non ha nulla a che fare con la religione o la cultura. È una ‘palestra di camorra’ dove le paranze di ragazzini imparano a controllare il territorio, a sfidare le forze dell’ordine con lanci di sassi e petardi e a usare i social network come vetrina per dimostrare la propria forza criminale. Abbiamo già allertato Prefettura e Questura: servono controlli a tappeto e sequestri preventivi della legna prima che le fiamme rendano l’aria irrespirabile e le strade impraticabili.”
“È un sistema che va abbattuto non solo con gli idranti dei Vigili del Fuoco, ma con interventi penali duri che colpiscano anche le famiglie di questi ragazzi. Questi falò sono l’aula di una scuola dove s’insegna l’illegalità. Lo Stato non può restare a guardare mentre un rito sacro viene utilizzato dai clan per addestrare le nuove leve della criminalità organizzata. Sabato notte non deve esserci spazio per il caos: la legalità deve vincere sul fuoco dell’inciviltà.”
