Nomina di Cuomo, Rastrelli presenta interrogazione parlamentare: “Non ha i requisiti”
Gen 30, 2026 - Redazione Vesuviolive
L'ex sindaco di Portici, Vincenzo Cuomo
Il caso della nomina di Vincenzo Cuomo ad assessore regionale della Campania approda in Parlamento e apre un nuovo fronte di tensione politica. Al centro della polemica ci sono presunte incompatibilità che, secondo l’opposizione, renderebbero irregolare l’incarico conferito a fine dicembre dal presidente della Regione Roberto Fico.
A sollevare formalmente la questione è il senatore di Fratelli d’Italia Sergio Rastrelli, segretario della Commissione Giustizia del Senato e della Commissione bilaterale Antimafia, che annuncia un’interrogazione parlamentare indirizzata al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
Le contestazioni sulla nomina di Cuomo ad assessore regionale
Secondo quanto riportato nella nota del parlamentare, la posizione di Cuomo presenterebbe criticità già al momento dell’assunzione dell’incarico. “Incompatibile al momento dell’assunzione dell’incarico, tanto da essere formalmente richiamato dalla Prefettura. Autore di una attestazione di compatibilità resa in difformità rispetto allo stato giuridico sussistente” – scrive Rastrelli.
Nel documento si evidenzia inoltre che Cuomo sarebbe stato “privo dei requisiti richiesti dall’articolo 50 dello Statuto della Regione Campania per poter assumere l’incarico di assessore regionale, e cioè quelli di eleggibilità alla carica di consigliere regionale”.
Il nodo dell’ineleggibilità
La questione ruota attorno alla normativa regionale che disciplina l’accesso alle cariche istituzionali. “Al di là delle note e controverse vicende legate alle dimissioni da primo cittadino, Cuomo non risulterebbe neppure in possesso dei requisiti di eleggibilità alla carica di consigliere regionale”, afferma Rastrelli.
Il riferimento è alla legge regionale della Campania n. 16 del 2014, che stabilisce che i sindaci dei comuni della Regione non siano eleggibili alla carica di consigliere regionale, salvo che cessino dalle funzioni almeno sessanta giorni prima della data del voto per il rinnovo del Consiglio regionale. Cuomo, com’è noto, si è dimesso ben oltre la data del voto.
L’iniziativa parlamentare
Sulla base di questi presupposti, il senatore di Fratelli d’Italia ha annunciato un’azione ispettiva volta a chiarire la legittimità del decreto di nomina. L’obiettivo è verificare se l’atto sia conforme alla legislazione vigente o se, al contrario, sussistano una o più cause di incompatibilità o ineleggibilità in contrasto con quanto dichiarato in sede di autocertificazione.
L’interrogazione punta a chiamare in causa direttamente il Viminale, aprendo un possibile contenzioso istituzionale che potrebbe avere ripercussioni politiche rilevanti a livello regionale.
Lo scontro politico e il richiamo alle regole
Rastrelli conclude con un affondo che va oltre il singolo caso: “In uno Stato di diritto le regole non sono un dettaglio e non possono essere piegate alle esigenze della politica. Chi governa una Regione ha il dovere di essere il primo a rispettarle. Su questo non faremo mai sconti a nessuno”.
Una dichiarazione che segna l’inizio di uno scontro destinato a proseguire nelle sedi istituzionali, mentre il caso Cuomo si conferma uno dei dossier più delicati nel rapporto tra maggioranza regionale e opposizione.
