Inizia la Quaresima: cos’è, perchè dura 40 giorni e cosa non si può mangiare oltre la carne
Feb 19, 2026 - Veronica Ronza
Quaresima, il periodo religioso che precede la Pasqua
Si è aperto con il Mercoledì delle Ceneri, del 18 febbraio, il periodo di Quaresima, una delle ricorrenze più sentite dalla chiesa cattolica in attesa della Santa Pasqua, incentrata sulla preghiera, sul digiuno e la carità.
Quaresima, tra preghiera e digiuno: cos’è e significato religioso
La parola Quaresima deriva dal latino ecclesiastico quadragēsĭma che significa “quarantesimo”. Letteralmente, infatti, rappresenta il quarantesimo giorno prima della Pasqua, indicando un periodo di preparazione e penitenza che precede la celebrazione della Resurrezione di Gesù.
Le sue origini risalgono ai primi secoli del cristianesimo, quando i fedeli, prima di ricevere il battesimo durante la Veglia Pasquale, erano soliti prepararsi intensamente, dedicandosi quasi completamente all’adorazione.
Il tempo liturgico compreso tra la Quaresima e la Pasqua, per i cattolici non è soltanto una tradizione religiosa ma un vero e proprio cammino di conversione, morte al peccato e rinascita in Cristo. Un periodo, dunque, per instaurare una vera relazione con Dio avviando un cammino di trasformazione interiore che si manifesti nella vita di tutti i giorni, nelle relazioni, in famiglia.
Perché la Quaresima dura 40 giorni
La Quaresima ha una durata di 40 giorni e termina, appunto, con l’arrivo della Pasqua. Il numero 40, in questo caso, non è casuale ma si lega ad una precisa simbologia cristiana. Nella Bibbia, infatti, il numero 40 ricorre più volte, indicando un periodo di sacrificio e transizione: il diluvio universale durò 40 giorni, il popolo di Israele rimase nel deserto 40 giorni così come Mosè sul Sinai.
Lo stesso Gesù, prima del suo ministero pubblico, digiunò 40 giorni come è scritto in Matteo 4, versi 1 e 2: “Allora Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto, per essere tentato dal diavolo. Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe fame“.
Il Mercoledì delle Ceneri e l’uso del colore viola
La Quaresima inizia ufficialmente con il Mercoledì delle Ceneri, il rito che viene celebrato con l’imposizione, da parte del sacerdote, sulla testa dei fedeli delle Sacre Ceneri, ottenute bruciando i rami d’ulivo della Domenica delle Palme dell’anno precedente.
Un gesto simbolico che indica sia la precarietà della vita terrena sia il pentimento dell’uomo davanti a Dio e la sua conversione. Il Mercoledì delle Ceneri è, inoltre, uno dei principali giorni di digiuno e astinenza dalle carni insieme al Venerdì Santo.
Durante la Quaresima un’altra consuetudine è l’uso del colore viola, tra i paramenti liturgici e nelle decorazioni delle chiese. Una scelta che si lega anche stavolta ad un motivo ben preciso: il viola simboleggia la penitenza, la riflessione e la conversione, invitando così i fedeli alla rinascita spirituale.
Il significato del digiuno e perché non si mangia carne
Il digiuno, con la preghiera e la carità, rappresenta uno dei tre pilastri principali della Quaresima. Questo tipo di astensione è intesa non solo in senso letterale (limitata solamente al cibo) ma anche figurativo: i fedeli dovrebbero “digiunare” non solo evitando di mangiare carne ma anche rinunciando a comportamenti dannosi, avvicinandosi ai poveri e ad uno stile di vita semplice.
Il digiuno alimentare si lega soprattutto all’astinenza dalla carne in giorni stabiliti: Mercoledì delle Ceneri, Venerdì Santo e tutti i venerdì del periodo quaresimale. Si invita a non consumare carne in quanto si tratta di una pietanza solitamente associata all’abbondanza, alla ricchezza e ai lussuosi banchetti.
Oltre alla carne (sia rossa che bianca) andrebbero evitati, in generale, cibi troppo elaborati, portate raffinate, eccessi alimentari di ogni tipo. Il tutto per abbracciare uno stile di vita essenziale, seguendo un regime alimentare fatto di ricette semplici, limitando gli sprechi.
Sono, invece, consentiti tutti gli altri tipi di alimenti, purché cucinati in modo semplice. Il pesce generalmente è ammesso in quanto considerato tradizionalmente un piatto povero (anche se oggi non è più considerato economico).
