Quattro Altari, il senso civico e religioso: festa, speranza, Eucarestia e divari sociali nelle opere degli artisti
Giu 09, 2026 - Gabriella Licenziato
Torre del Greco si prepara a vivere uno degli appuntamenti più sentiti della sua storia religiosa e culturale: la Festa dei Quattro Altari 2026. La manifestazione, nata per celebrare il Corpus Domini, unisce la comunità cittadina attraverso fede, arte e partecipazione popolare.
L’edizione di quest’anno sarà guidata dal tema “Eucarestia, sorgente di vita e cantiere di speranza“, un messaggio che accompagnerà tutte le opere artistiche e appuntamenti religiosi previsti nel programma della festa.
Percorso di fede attraverso gli altari della Festa
Come da tradizione, quattro artisti sono stati chiamati a realizzare gli altari che saranno collocati nei luoghi simbolo del centro storico cittadino. In piazza Luigi Palomba sarà allestita l’opera di Alfonso Raiola, dal titolo “Resta con noi, perché si fa sera e il giorno è ormai lontano“.
A Palazzo Baronale troverà spazio l’altare di Antonino Ammendola, intitolato “Il cantiere di Dio, io ti aiuto!“. A Largo Costantinopoli sarà invece esposto l’altare di Salvatore Seme, dal titolo “Fractio Panis“, mentre sul Corso Garibaldi sarà collocata l’opera di Francesco Scognamiglio, “Coraggio, alzati, ti chiama“.
“La Festa dei Quattro Altari si celebra otto giorni dopo la solennità del Corpo e Sangue del Signore e rappresenta un momento di grande intensità spirituale per l’intera comunità– riflette Don Mario Pasqua, parroco della chiesa del Carmine a piazza Luigi Palomba – siamo chiamati a riscoprire il dono più grande che Gesù ci ha lasciato: il suo Corpo e il suo Sangue, segno della sua presenza viva in mezzo a noi. L’altare allestito in piazza Luigi Palomba vuole essere espressione della gioia del popolo che vive e condivide questa celebrazione” spiega Don Mario.
Tradizione e spiritualità nei tappeti della festa
Accanto agli altari, la città ospiterà anche i tradizionali tappeti artistici, vere e proprie opere di fede e creatività.
Nella parrocchia di Santa Maria di Portosalvo, Vincenzo Borrelli realizzerà il tappeto “Eucarestia fonte di luce e di salvezza“.
L’ex biblioteca della Villa Comunale Ciaravolo accoglierà l’opera di Antonio Caso, dal titolo “Dall’altare alle strade… Eucarestia cuore pulsante della Chiesa“.
Presso il Museo Mac³ sarà possibile ammirare il lavoro di Raffaele Panariello, intitolato “La comunione della misericordia“.
Nel Palazzo Baronale, infine, Sergio Eco presenterà il tappeto artistico “Il dono della vita“.
“Fractio Panis”: l’altare di Salvatore Seme
Tra gli altaristi, Salvatore Seme è alla sua prima esperienza. “L’opera nasce dal Vangelo secondo Luca. L’episodio in cui Gesù si avvicina e mangia alla tavola dei peccatori è centrale e si trova principalmente in due contesti fondamentali: Luca 5, 27-32 e Luca 15, 1-2“, spiega l’artista.
Il progetto prende spunto dalla chiamata di Levi e dal banchetto condiviso da Gesù con pubblicani e peccatori, un gesto che manifesta la misericordia divina verso chi è lontano.

“Gesù viene rappresentato in piedi, nell’atto di spezzare il pane. Intorno a lui, i personaggi sono interpretati in chiave moderna e rappresentano l’élite, insieme a pubblicani intenti a contare denaro“, racconta Seme.
L’opera propone una forte riflessione sulle disuguaglianze sociali contemporanee: “La tavola rappresenta una ricchezza che ignora volutamente la sofferenza altrui, sintesi del divario sociale dove le risorse sono concentrate nelle mani di pochi mentre la maggioranza ne è priva“, sottolinea l’autore.
Le opere di misericordia diventano immagini di speranza
In primo piano trovano spazio alcuni bambini che rappresentano le conseguenze delle ingiustizie sociali. Tra loro compare anche un bambino con la maglia della Turris, inserito dall’artista Salvatore Seme come segno di vicinanza e speranza per la comunità corallina. “La composizione dei bambini è stata cambiata in corso d’opera, avendoci aggiunto anche un bambino con la maglia della Turris, per sensibilizzare le nuove generazioni e come augurio personale al popolo corallino“, spiega Seme.
La sciarpa si presenta annodata, indossata: “È l’augurio che possa essere “reindossata” da un amico a me caro Domenico Viscusi, vittima di un esasperato accanimento giudiziario”. Speranze collettive e auspici personali si intrecciano in queste opere d’arte.
Sullo sfondo dell’altare prendono forma le sette opere di misericordia corporale: dare da mangiare agli affamati, da bere agli assetati, assistere i malati, seppellire i morti, vestire gli ignudi, dare un tetto ai senzatetto e visitare i carcerati.
“Come in un sogno si materializzano le sette opere di misericordia, richiamando concretamente il messaggio evangelico dell’accoglienza e della carità“, evidenzia l’artista.
Tra storia e spiritualità, torna il grande appuntamento cittadino
Con i suoi altari, i tappeti artistici e le celebrazioni religiose, la Festa dei Quattro Altari 2026 si appresta ancora una volta a trasformare il centro storico di Torre del Greco in un grande percorso di fede e bellezza, nel quale tradizione, arte e spiritualità continueranno a dialogare con la vita quotidiana della città.
