A Gaza volano aquiloni, per Israele è “un atto di guerra”. E uccide un bambino di 4 anni
Ago 24, 2026 - Francesco Pipitone
Per Israele gli aquiloni dei bambini di Gaza sono armi letali
Negli ultimi giorni, dalla Striscia di Gaza si sono alzati in cielo alcuni aquiloni di carta, diretti verso il confine con Israele. Un fatto che riguarda semplicemente bambini che giocano tra le macerie dei campi profughi con uno dei pochi passatempi rimasti a disposizione. Per il governo israeliano, invece, si tratta di un’arma da trattare con la massima serietà: il premier Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno annunciato di aver dato disposizioni all’esercito per colpire “tutto” ciò che riguarda il lancio di questi oggetti, comprese le persone responsabili e le aree da cui vengono lanciati.
Secondo fonti militari israeliane, negli ultimi giorni sarebbero stati individuati almeno dieci aquiloni provenienti dalla Striscia, alcuni dei quali lanciati – secondo quanto riportano media israeliani – da ragazzini di 12 e 13 anni che sarebbero però manovrati da altri soggetti. Netanyahu ha parlato esplicitamente di una “minaccia letale” da affrontare con ogni mezzo, paragonandola all’uso di droni già visto in altri contesti bellici, da Ucraina a Libano. Le stesse fonti israeliane, tuttavia, precisano di non aver rinvenuto alcuna arma o oggetto potenzialmente pericoloso insieme agli aquiloni: soltanto carta e le bacchette che servono a creare l’ossatura dei giocattoli.
L’ultimatum di tre giorni e la minaccia di evacuazioni di massa
Il governo israeliano ha posto un ultimatum di tre giorni ad Hamas per fermare i presunti lanci, minacciando in caso contrario di intensificare le operazioni militari e di procedere a evacuazioni di massa nelle aree della Striscia da cui vengono lanciati aquiloni. Una prospettiva che, nei fatti, riguarderebbe intere zone abitate da civili, molti dei quali già sfollati più volte nel corso del conflitto.
Da parte israeliana viene comunque precisato che, al momento, sui vari aquiloni recuperati non sono stati riscontrati elementi pericolosi: “nessun ritrovamento sospetto è stato identificato sugli aquiloni” e “in nessuna fase c’è stato un pericolo per la popolazione”, ha fatto sapere l’esercito. Un dettaglio che rende ancora più netto lo scarto tra la portata reale dell’episodio e la durezza della risposta annunciata. Una disparità che, con un genocidio in corso, non sorprende.
Un bambino di 4 anni ucciso nello stesso weekend
Proprio mentre la vicenda degli aquiloni finiva al centro delle cronache internazionali, nella Striscia di Gaza si contavano nuove vittime civili. Un raid aereo israeliano condotto domenica 23 agosto contro un edificio nella città di Al-Zawaida, nella Striscia centrale, ha ucciso Mohammad Abdel-Salam Taha, un bambino di appena 4 anni, morto in ospedale a causa delle ferite riportate. Secondo quanto riferito dai soccorritori, altre sei persone sono rimaste ferite, alcune gravemente, colpite da detriti e schegge proiettati per decine di metri dall’esplosione.
Lo stesso giorno, in un episodio distinto avvenuto in Cisgiordania, un altro minore, il quattordicenne Islam Ahmad Ajjouri, è stato ucciso da un colpo d’arma da fuoco al petto durante un blitz dell’esercito israeliano nel campo profughi di Al-Askar, vicino Nablus. Due episodi che, nello stesso weekend in cui Israele minacciava un’escalation per degli aquiloni di carta, riportano l’attenzione sul conto quotidiano di vittime minorenni che il conflitto continua a produrre.
