I camionisti: “Vogliamo rispettare le leggi ma lo Stato ci massacra. Non ce la facciamo più”
Ott 22, 2026 - Veronica Ronza
Autotrasportatori da Conte
L’ex premier e presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha accolto alcuni degli autotrasportatori impegnati nella protesta in corso in Campania e al Sud, per ascoltare le loro richieste e far luce su una situazione drammatica che sta investendo la vita di intere famiglie.
Gli autotrasportatori da Conte: “Non arriviamo a fine mese”
“Io sono chiuso in tre metri cubi di lamiera e sono sacrifici che faccio. Ho una famiglia da portare avanti, sto sette giorni su sette su un camion. Il 40% del mio stipendio lo spendo per bollette e scuola. Noi da chi dobbiamo essere ascoltati? I nostri problemi li possiamo esporre alla politica che abbiamo eletto o dobbiamo solo subire da questo Governo?“ – ha detto un camionista napoletano.
“Quando sono andato a votare mi sono rispecchiato in una persona che secondo me era la persona giusta per fare il bene di questa nazione. Ma io vedo che vengo solo tartassato e massacrato. Voglio rispettare le leggi, le regole, lo Stato. Ma non è che lo Stato mi deve massacrare. Non mi può mettere in ginocchio, non devo arrivare al punto di ribellarmi per essere ascoltato. Caro Governo, possiamo essere ascoltati?” – ha concluso.
“Non ce la facciamo più, non arriviamo a fine mese” – queste le parole dei manifestanti in strada. Di qui l’intervento di Conte che ha sottolineato: “Noi li abbiamo incontrati in strada e sono venuti anche oggi in Parlamento, abbiamo ascoltato le loro storie. Non ce la fanno, è una sofferenza vera, è un disagio. Non si può con 1500/2000 euro al mese mantenere una famiglia con questi rincari”.
“Non si può sopportare un sacrificio, stare tutta la settimana fuori sulle strade e sulle autostrade, dormire fuori per tornare a casa e non riuscire neppure a soddisfare le più elementari esigenze di vita dei propri figli. Sono disperati. Ma ci rendiamo conto che l’Italia si sta fermando, gli scaffali dei supermercati si stanno svuotando, i distributori di carburante sono a secco? Ci rendiamo conto che non si possono prendere in giro in questa condizione tirando fuori fondi che corrispondono a promesse che dovevate mantenere e non le avete mantenute spacciandoli per fondi nuovi”.
“Abbiamo proposto di mettere un tetto al prezzo del carburante, di prendere soldi veri dagli extra profitti soprattutto delle aziende energetiche per non parlare delle banche, dei colossi delle armi. Invece no. Giorgia Meloni, visto che non riferisci a loro, fallo qui in Parlamento”.
