Protesta: le misure del nuovo decreto. Meloni: “Non paga il potente ma la gente comune”
Ott 22, 2026 - Veronica Ronza
Giorgia Meloni
La Premier Giorgia Meloni ha reso note le misure delineate all’interno del nuovo decreto in risposta alla protesta degli autotrasportatori, tornando a condannare fermamente i blocchi registrati nelle principali Regioni del Sud.
Protesta, le misure del nuovo decreto: parla Meloni
Il Governo, in queste ultime ore, ha firmato un accordo con le associazioni dell’autotrasporto che prevede lo sblocco dei pagamenti arretrati per il trasporto via mare, il rifinanziamento del credito d’imposta con 106 milioni aggiuntivi, la possibilità di spostare in avanti il pagamento dei canoni di leasing o l’adeguamento obbligatorio di alcune tipologie di contratto.
“Non sono promesse ma risorse che già stanno arrivando al comparto. Il Ministero dei Trasporti ha già iniziato a pagare e nei prossimi giorni le imprese riceveranno l’acconto sul credito d’iimposta per il gasolio che copriamo per intero. Sono risposte che devono arrivare immediatamente, per questo oggi, non tra un mese, abbiamo riunito un consiglio dei ministri dedicato” – ha sottolineato la Premier.
Misure previste anche per agricoltori e pescatori: saranno stanziati 60 milioni di euro per un contributo a fondo perduto sul costo del gasolio agricolo e 10 milioni di euro per la pesca. Nessun accenno, invece, ai disagi espressi anche dal resto dei lavoratori del Sud, non appartenenti al settore del trasporto ma comunque dilaniati dal caro-vita.
“Questo è il metodo con cui lavora questo Governo in un tempo complesso per cercare di dare risposte immediate soprattutto ai lavoratori, alle persone in difficoltà, alle famiglie. Voglio ringraziare le famiglie che hanno scelto il confronto e hanno revocato i fermi e le manifestazioni”.
Dopo la sfilza di identificazioni e denunce di queste ultime ore, la Meloni è tornata a condannare i manifestanti: “In alcune zone pochi soggetti continuano a bloccare le strade, non si fermano. Minacciano chi vuole lavorare, tagliano le gomme. Questa non è protesta, è intimidazione e l’intimidazione non la tolleriamo. A pagare come sempre non è il potente di turno ma è la gente comune, il camionista che deve portare lo stipendio a casa, l’impresa che non riesce a consegnare, la famiglia che si ritrova a pagare di più”.
“Per questo ho chiesto al ministro Piantedosi di accogliere la richiesta che ci arriva dalle associazioni per assicurare la libera circolazione, la fornitura delle merci alle attività e quindi ai cittadini, evitando anche speculazioni che altrimenti sarebbero inevitabili sui prezzi. Useremo tutti gli strumenti che la legge ci offre, comprese le norme del Decreto Sicurezza che hanno reso reato il blocco stradale”.
“Il Governo rispetta pienamente chi vuole manifestare, ascolta chi chiede aiuto nel rispetto delle regole però abbiamo anche il dovere di far rispettare le leggi dello Stato e non farci ricattare da chi usa la violenza come strumento di pressione. Chi vuole lavorare deve poterlo fare e lo Stato deve garantirlo”.
