Ergastolo dopo la latitanza, ottiene i domiciliari: uccise un ragazzo di 28 anni

Ergastolano Elia Nunziata ai domiciliari


Il magistrato di sorveglianza di Napoli ha concesso la detenzione domiciliare a Elia Nunziata, condannato all’ergastolo per l’omicidio di un camionista avvenuto il 21 ottobre 1991 ad Acerra, in provincia di Napoli, nel corso di una rapina. Il provvedimento è arrivato dopo l’accoglimento delle istanze presentate dai difensori di Nunziata, gli avvocati Raffaele Chiummariello e Romano del Savio.

L’uomo, originario di Nola, si trova attualmente detenuto nel carcere di Napoli-Poggioreale. Era stato arrestato nel giugno 2020 in un’abitazione di Palma Campania dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Castello di Cisterna, al termine di una lunga latitanza seguita alla condanna definitiva all’ergastolo, pronunciata nel marzo 2019, quando Nunziata risultava ormai irreperibile.

Il delitto del 1991: un agguato nella zona del Nolano

Per ricostruire l’origine della vicenda bisogna tornare al 21 ottobre 1991, quando Daniele Lamperti, camionista ventottenne originario di Olgiate Comasco, fu ucciso con due colpi di pistola al petto mentre trasportava dalla Campania verso la Svizzera un carico di nocciole di ingente valore, stimato all’epoca in oltre 70 milioni di lire. Il suo mezzo fu affiancato dai criminali, che non gli lasciarono scampo.

Nunziata sarebbe stato l’autore materiale dell’agguato, all’interno di una banda che, sotto l’egida del boss Carmine Alfieri, seminava il terrore tra i camionisti in transito nella zona del Nolano proprio con rapine di questo tipo. Le indagini dell’epoca portarono all’identificazione di Nunziata, che riuscì tuttavia a sottrarsi a lungo alla giustizia, fino alla sentenza definitiva di condanna.

La cattura di Elia Nunziata nel 2020 dopo anni di latitanza

Dopo l’ultimo verdetto, la condanna definitiva all’ergastolo del marzo 2019, Nunziata aveva fatto perdere le proprie tracce. Fu rintracciato dai carabinieri nel giugno 2020 a Palma Campania, in una casa di periferia, al termine di un blitz che si concluse senza che l’uomo, allora sessantenne, opponesse resistenza. Al momento della cattura si trovava in compagnia di una donna: sia lei che il marito furono denunciati per aver favorito la sua latitanza.

Da allora Nunziata ha scontato la pena nel carcere di Poggioreale. Oggi, a distanza di oltre trent’anni dall’omicidio e cinque anni dall’arresto, il magistrato di sorveglianza ha ritenuto sussistenti le condizioni per concedergli la detenzione domiciliare, chiudendo così un altro capitolo di una vicenda giudiziaria segnata da un lungo e travagliato iter processuale, tra condanne e assoluzioni succedutesi negli anni.


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