Salam House, da 30 anni salva dalla strada i bambini di Napoli: “Siamo il loro riferimento”

Nonostante il periodo di emergenza sanitaria che stiamo vivendo, continua imperterrita l’attività delle associazioni sul territorio campano. Una di queste è Salam House, fondata del 1993 da un gruppo di giovani appassionati di lettura, all’epoca studenti dell’università L’Orientale di Napoli, che dopo 30 anni di attività continua ad agire sul territorio. L’associazione opera in varie aree, dai bambini agli anziani, dagli immigrati ai diritti umani.

L’associazione si dà da fare anche a livello internazionale, con il progetto ERASMUS+. Quest’ultimo permette uno scambio culturale di volontari ogni anno, in maniera tale da condividere così metodologie e tecniche di lavoro. A raccontarci di più sulle attività di Salam House è la dottoressa Barbara Ciardiello, responsabile dell’associazione, raggiunta telefonicamente dalla redazione di VesuvioLive.

Salam House: attività a 360 gradi

Noi agiamo in varie aree. Prima di tutto, cerchiamo di combattere l’evasione scolastica. Quindi abbiamo un progetto con i minori, da 8 a 17 anni, in cui li accompagniamo nel percorso scolastico con attività di doposcuola e laboratoriali. Tra i bambini ci sono anche bambini stranieri, ed ogni anno abbiamo sempre risultati migliori. L’anno scorso abbiamo portato al diploma una bambina cinese, quest’anno abbiamo 6 bambini che stanno alle superiori, e poi ci sono tutti i bambini della scuola dell’obbligo. La cosa che abbiamo cercato di incentivare è il gruppo all’interno dell’associazione, quindi non esiste più lo straniero ma solo l’amico o il fratello. Siamo un punto di riferimento per loro per non stare per strada, vengono spesso da noi anche se non hanno compiti“, ci spiega Barbara.

Attività laboratoriali pre-covid.

Le altre attività riguardano gli immigrati e gli anziani. “Alle famiglie in difficoltà, immigrate e non, diamo anche il pacco alimentare. Poi, in particolare per le famiglie immigrate, c’è uno sportello che le indirizza ad una serie di servizi, come medici, Asl, Caf e così via. Per gli anziani, invece, l’assistenza leggera prima consisteva nel fargli compagnia, mentre ora causa covid-19 cerchiamo di farla telefonica e di aiutarli con commissioni, servizi e tutto ciò di cui hanno bisogno.”

Sportello immigrati.

Nella sede dell’associazione è possibile anche svolgere tirocini in collaborazione con l’università “L’Orientale” di Napoli ed un’altra che si trova a Roma. “Siamo una delle poche associazioni che ha fatto anche progetti sui diritti umani. Ne abbiamo svolti anche sulla comunità europea e le nuove proposte di legge”.

Scambio culturale tra i bambini pakistani di Salam House ed i bambini dello Sri Lanka del Don Bosco.

Una storia lavorativa che prosegue da 30 anni

Ci sosteniamo principalmente con donazioni, la chiesa valdese, la comunità europea e anche donazioni singole. A volte qualche ente ci fornisce anche del materiale per le nostre attività. Noi rispondiamo ai bandi, quindi la nostra vita, come quella di tutte le associazioni, è un po precaria. Però siamo ancora qui dopo 30 anni, quindi significa che una storia c’è, un’affidabilità. Abbiamo una certa credibilità sul territorio, siamo iscritti ovunque, sia alla Regione Campania che nel corpo dell’unione europea. Noi siamo in collaborazione con il servizio sociale territoriale, con l’Asl, il Caf, con le scuole del territorio. Spesso sono anche le scuole che ci segnalano dei bambini in particolare. E ormai c’è anche il passaparola del quartiere, siamo lì da 29 anni.

I volontari dell’associazione sono per lo più ragazzi universitari o persone pensionate. Per diventare volontario bisogna recarsi in sede e fare un colloquio, e poi in base a dove si vuole agire lì potranno scegliere.

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