Bagnoli, polemica per la frase contro Manfredi: “Il territorio si è mobilitato, la politica non sa a cosa appigliarsi”


Una scritta con lo spray: “Nella colmata mettiamoci Manfredi”, comparsa a Bagnoli dopo la manifestazione di ieri 7 febbraio divide cittadini e politica.

Colmata di Bagnoli, scritta contro Manfredi

A Bagnoli, nel pomeriggio di sabato 7 febbraio 2026, durante una manifestazione che ha coinvolto migliaia di persone contro i lavori per l’America’s Cup, è comparsa su un muro del quartiere una scritta con lo spray recante le parole: “Nella colmata mettiamoci Manfredi”, un riferimento diretto al sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi.

La protesta, alla quale hanno partecipato residenti, comitati ambientalisti e cittadini preoccupati per l’impatto ambientale dei lavori, ha visto sfilare in strada fino a cinquemila persone, secondo gli organizzatori, tra slogan, cartelloni e richieste di bonifica, spiaggia e bosco nell’area dell’ex Italsider.

La comparsa della scritta è avvenuta nel contesto di un corteo pacifico lungo viale Campi Flegrei, dove alcuni manifestanti hanno cercato di ottenere di entrare nell’area del cantiere. Alla fine è stata autorizzata l’entrata di una delegazione per il prelievo di campioni di terreno da analizzare.

Solidarietà PD e M5S. Iskra: “Aspettavano gli scontri, non sanno più a cosa appigliarsi”

Il messaggio sui muri ha avuto ampia risonanza nei commenti politici della giornata. Esponenti istituzionali e di partiti hanno espresso solidarietà al sindaco Manfredi.

Il Governatore Fico dichiara: “Si tratta di un episodio grave e preoccupante, che va condannato con fermezza. Il confronto politico e civile non può mai degenerare in intimidazioni o atti d’odio, ribadendo l’importanza di forme di dissenso che rientrino pienamente nella dialettica e nel confronto civile.”

Solidarietà anche dai vertici PD e M5S con i leader nazionali Elly Schlein e Giuseppe Conte che hanno stigmatizzato la scritta.

Secondo il Laboratorio Politico Iskra, collettivo di estrema sinistra attivo nell’area flegrea, invece, l’attenzione alla frase sarebbe solo un modo per nascondere e screditare mediaticamente l’importanza della mobilitazione popolare: “Prima si sono inventati gli infiltrati e i black block, ora presunte offese. Preoccupa vedere che, proprio coloro i quali dovrebbero gestire l’importante processo della riqualificazione di Bagnoli, raggiungano un livello politico così basso”.

“Ma questa volta il giochino non può funzionare – fanno sapere dai loro canalo social – Volevano gli scontri, ci speravamo per dividere gli abitanti, avevano già i comunicati pronti, ma sono rimasti a bocca asciutta!“.

“Sappiamo bene che se non ci fosse stata la scritta si sarebbero appellati ad altro, magari a una cicca di sigaretta buttata a terra. Un minimo di serietà e rispetto prevederebbe invece prendere in considerazione l’indignazione di una marea umana di abitanti che ha inondato il quartiere. Non sanno proprio più a cosa appigliarsi dopo aver visto un territorio intero mobilitarsi”.

Le reazioni alla scritta riflettono la vivacità del dibattito che circonda il progetto della Coppa America a Napoli e, in particolare, le tensioni legate alle modalità di lavoro sulla colmata di Bagnoli e alle preoccupazioni ambientali espresse da residenti e comitati locali nelle ultime settimane.

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