La napoletana Harmont & Blaine licenzia 32 lavoratori a Caivano. Preservata la fabbrica di Milano
Feb 19, 2026 - Redazione Vesuviolive
Licenziamenti Harmont & Blaine
Da una parte il racconto sul modello Caivano e la presenza dello Stato, dall’altro la realtà dei fatti. La cittadina in provincia di Napoli, 36mila anime, fa rumore soltanto quando accade qualcosa al Parco Verde, un ghetto ideato per ammassare i cittadini dopo il terremoto del 1980 e contestualmente abbandonato a se stesso.
Molto meno spazio si dedica, invece, non solo ai tantissimi episodi di resistenza e resilienza, ma anche ad una vicenda a tratti surreale perché ha luogo proprio lì dove qualcuno vorrebbe applicare la retorica del lavoro, del perbenismo, della lotta della luce contro le tenebre. Il confine tra concretezza e propaganda troppo spesso è labile.
Harmont & Blaine in crisi, ma solo a Caivano
Harmont & Blaine, la nota azienda napoletana che produce abbigliamento, ha deciso di tagliare 32 unità sulle 129 in organico a Caivano. I sindacati chiedono la revoca dei licenziamenti e sottolineano quella che è, secondo loro, una gestione non ottima dell’azienda, respingendo le motivazioni fornite da H&B secondo cui sarebbe costretta al ridimensionamento spinta dalla crisi delle vendite. A quanto pare, i tagli riguarderanno esclusivamente la sede produttiva di Caivano, mentre non sarà toccata l’altra unità produttiva che si trova a Milano. Livelli occupazionali intatti anche per quanto riguarda i punti vendita, circa 60 in Italia.
Le segreterie di Cgil e Cisl Napoli, Filctem Cgil Napoli e Campania, Femca Cisl Napoli e Filctem Cgil e Femca Cisl Nazionalele sostengono che le “strategie adottate finora dal management abbiano prodotto risultati negativi; tali criticità, tuttavia, non possono ricadere sui lavoratori, che operano in un contesto territoriale già fragile e che richiede un impegno condiviso tra Parti Sociali e Istituzioni per scongiurare ulteriori tensioni sociali”.
