Epatite A a Napoli, i medici rassicurano: “Numeri sopra la media ma nessuna epidemia”
Mar 22, 2026 - Redazione Vesuviolive
Cozze. Il consumo da cotto elimina potenziali dannosità per la salute
L’impennata di casi di epatite A concentrata tra Napoli e provincia continua a tenere alta l’attenzione, ma gli esperti invitano alla calma. “I numeri sono sopra la media ma non c’è nessuna epidemia”: è il messaggio che arriva dai sanitari, chiaro e ripetuto, mentre si moltiplicano le misure preventive e si intensificano i controlli lungo tutta la filiera alimentare.
I ricoverati presso l’ospedale Cotugno di Napoli, presidio infettivologico di riferimento regionale, sono oltre la cinquantina. I medici sottolineano però con insistenza che si tratta in tutti i casi di forme non complicate. “I pazienti hanno tra i 30 e i 40 anni e sono affetti da epatiti non complicate, che al momento non destano preoccupazione”, spiega il dottor Raffaele Di Sarno, responsabile del pronto soccorso infettivologico del Cotugno. Il messaggio clinico è dunque di rassicurazione, accompagnato però da un richiamo forte alla prevenzione.
Frutti di mare crudi: il principale vettore del contagio
La quasi totalità dei contagi sembra riconducibile al consumo di frutti di mare crudi, molto probabilmente durante le festività natalizie — periodo compatibile con il lungo tempo di incubazione della malattia. “Tutti i pazienti che ho visitato hanno raccontato di averne mangiati”, conferma il dottor Di Sarno.
Le ordinanze di divieto di consumo di frutti di mare crudi nei pubblici esercizi si stanno moltiplicando, da Napoli a Benevento ad Avellino. È bene precisare che la vendita di prodotto regolarmente tracciato non è vietata e che il consumo di frutti di mare ben cotti è ritenuto sicuro. Tuttavia, il clima di preoccupazione ha già prodotto effetti concreti sul mercato: pescherie e grande distribuzione registrano un crollo degli acquisti, nonostante la legalità della vendita. Nel frattempo i Carabinieri del Nas intensificano sequestri e controlli sui mitili privi di tracciabilità, vietati in ogni circostanza.
Le ipotesi sull’origine: fogne e piogge intense
L’Istituto Zooprofilattico di Portici ha effettuato 154 prelievi negli stabilimenti di mitilicoltura, rilevando sette casi positivi. I controlli sull’ortofrutta sono invece risultati tutti negativi. Si rafforza così l’ipotesi che le intense precipitazioni recenti abbiano saturato gli impianti fognari, inquinando temporaneamente i tratti di mare utilizzati per l’allevamento dei mitili.
