Anche la Tangenziale di Napoli è gestita da Atlantia: l’unica a pagamento d’Italia

Tangenziale di NapoliIl crollo del ponte Morandi di Genova ha trascinato nell’occhio del ciclone la società Atlanta, il gruppo che controlla Autostrade per l’Italia e di cui la famiglia Benetton è maggiore azionista.

Oltre ad Autostrade per l’Italia, il gruppo controlla anche Società Italiana per il Traforo del Monte Bianco (51%), Raccordo Autostradale Valle d’Aosta (47,97%), Società Autostrada Tirrenica (99,99%), Tangenziale di Napoli (100%), Autostrade Meridionali (58,98). (Fonte: Atlantia).

La Tangenziale di Napoli è lunga 20 chilometri e nel 2017 ha fruttato 70 milioni di euro, ossia 3,5 milioni a chilometro. La concessione scade nel 2037, ma proprio su questa bisogna fare chiarezza.

Il 31 gennaio 1968 Anas e Infrasud firmarono un accordo che prevedeva la realizzazione della tangenziale, affidando la sua costruzione a IRI-Italstat che in cambio avrebbero avuto la concessione per 33 anni. L’8 luglio 1972 fu completato il primo tratto tra la Domitiana e Capodimonte, poi via gli altri tratti fino al 1977, quando furono aperti gli svilcoli di Capodimonte e Corso Malta. Solo nel 1992 è stato completato quello della Zona Ospedaliera, che è solo in uscita.

Se nel 1972 si pagava 300 lire, oggi si paga 1 euro: la Tangenziale di Napoli è infatti l’unica a pagamento d’Italia qualunque sia la tratta intrapresa e qualunque sia il casello di uscita. A Torino e Milano, le altre due a pagamento, il pedaggio è da versare soltanto in prossimità di alcuni caselli.

Per quanto riguarda la Tangenziale di Napoli, il pedaggio era previsto per ripagare l’investimento della costruzione e rimanere fino all’anno 2001. Per ben 7 anni, però, nonostante la concessione fosse scaduta Atlantia ha continuato ad intascare i soldi del pedaggio, con le istituzioni a fare scena muta. Nel 2008 è stata firmata una nuova concessione che scadrà nel 2037, durevole dunque per 30 anni complessivi e giustificata dalla necessità di lavori in Zona Ospedaliera. Si tratta del cosiddetto decreto salva-Benetton varato dall’allora Governo a trazione Forza Italia – Lega Nord – Alleanza Nazionale.

A febbraio 2017 il Parlamento Europeo ha dichiarato che il pedaggio sulla Tangenziale di Napoli di Napoli è illegittimo: un testo vincolante, eppure nessuno lo sta facendo rispettare.

Le proteste per tale privilegio sono cresciute soprattutto negli ultimi anni, paventando l’ipotesi dell’abolizione del pedaggio o almeno di una sua revisione. Ammontano a 6 milioni di euro al mese gli introiti derivanti da quella che è, in sostanza, un’odiosa tassa da versare sempre e comunque, anche se si percorre solo lo spazio da un casello a quello successivo. Medesima cosa avviene, inoltre, sull’autostrada Napoli-Salerno, l’unica dove si paga il balzello all’ingresso qualunque sia la distanza percorsa.

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