È di Ischia la baby-campionessa italiana di judo: “Dedico la vittoria alla mia terra”

Foto Facebook-Rocco Terranova Jr

La campionessa italiana del judo arriva direttamente da Ischia. Parliamo di Michela Terranova, che 14 anni ha messo tutte le sue avversarie k.o e ha dedicato la vittoria alla madre, colei che le ha trasmesso la passione per questa disciplina.

Secondo quanto riportato da Repubblica, la giovane Michela si è diplomata campionessa italiana nella categoria 52 kg, esordienti B, portando con orgoglio il vessillo dell’Asd Ischia Judo. Solo nel 2018 Michela Terranova si era classificata seconda; adesso può vantare una posizione da vincitrice.

La finale si è svolta al centro olimpico PalaPellicone di Ostia, dove la neo-campionessa italiana di judo ha atterrato le avversarie una ad una sul tatami. “Dedico la vittoria alla mia famiglia e alla mia isola, dove papà ha piantato il seme del judo con la sua associazione, di cui mamma è presidente”, dice emozionata.

Il papà di Michela, Rosario, l’ha avvicinata al judo quando era piccola e oggi prova a seguirla con l’occhio disincantato del tecnico. Ma la loro resta pur sempre “una famiglia appassionata“, come la definisce lui stesso. “Sono felice da padre e da allenatore, dietro un titolo come questo c’è tanto lavoro, fondamentale la supervisione del maestro Gianni Maddaloni”.

Michela aveva già vinto, quest’anno, il Trofeo Italia. “Ora, da cadetta, puntiamo all’Europa”, anticipa la giovane. E racconta della sua passione e della tenacia con cui la porta avanti: una costanza a dir poco sorprendente, specialmente per una ragazza della sua età.

Frequento il primo liceo, indirizzo scienze umane. Quando ci avviciniamo alle gare, la sveglia suona all’alba: un primo allenamento, poi colazione e di corsa a scuola. Dopo i compiti, un secondo allenamento. Intere giornate mangiando poco per mantenere il peso e la categoria. Ma i sacrifici ripagano.

E pensare che la sua passione per il judo è cominciata quasi “per caso”, come racconta lei stessa. “Eravamo a tavola e papà ci raccontava la sua infanzia, decantandoci la meraviglia di questo sport. Così io e mio fratello ci siamo così avvicinati naturalmente alla disciplina”.

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