De Magistris a “Non è l’Arena”: “Io provo a difendere la mia città ma devo stare zitto. I numeri non tornano”

de magistris non è l'arenaParlando di posti letto e del caos che si sta generando negli ospedali della Campania al programma trasmesso su La7, “Non è l’Arena” condotto da Massimo Giletti, è intervenuto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris.

“Questi numeri sono pubblici e sono lì. L’idea era di impiegare 53 primari, quindi un primario ogni cinque posti letto. Che dice?”. Alla domanda postagli da Giletti, il sindaco di Napoli risponde:

“Ci sono due aspetti che purtroppo vanno sottolineati. Negli ultimi anni quindi prima del Covid a Napoli sono stati chiusi praticamente quasi tutti i pronto soccorso del centro storico. Almeno quattro ospedali ad esempio il San Gennaro, un ospedale molto importante nel quartiere Sanità è praticamente stato chiuso e nemmeno di questi tempi è stato nuovamente messo in attivo.

In più, c’è un altro giallo nel giallo in Campania, e qui devo dire, da uomo delle istituzioni, da ex magistrato, c’è una richiesta che pende da febbraio/marzo del 2020 di commissariamento dell’Asl Napoli 1 per infiltrazioni camorristiche (notizia che era smentita dal governatore e dall’Asl annunciando anche querele, ndr).

Io non lo so se tutto questo è normale, che non si decida al consiglio dei ministri. Ho capito che le elezioni si dovevano fare a maggio e sono passate, poi si dovevano fare a settembre e sono passate”.

Poi de Magistris prosegue, facendo un chiaro riferimento al presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, attaccandolo:

Questi stanno gestendo la nostra salute ogni giorno, gestiscono milioni di euro, appalti, forniture e io devo stare zitto e se dico queste cose vengo insultato. Io provo a difendere la mia città, l’ho sempre fatto prima del Covid, senza fare campagna elettorale e continuerò a farlo da uomo libero. I numeri non tornano e purtroppo non torna la realtà”.

Poi prosegue: “Io non solo faccio giri ed è per questo che dico le cose, non solo qua ma nei luoghi istituzionali. Aggiungo tre elementi. Il primo: se vediamo oggi il bollettino della Regione Campania, di posti letto e terapie intensive noi ne abbiamo occupati secondo i dati ufficiali un terzo. Se uno ascolta ogni giorno medici, infermieri, si ha difficoltà a entrare in un pronto soccorso, ad avere un’ambulanza, ad avere un ospedale. Poi mancano medici e infermieri, senti i responsabili di strutture e dicono: Ma perchè non si scorrono le graduatorie, perchè non li abbiamo presi in questi mesi? E poi c’è un altro dato che non sta emergendo ancora in pieno.

Nella nostra città purtroppo l’Asl non fa molti tamponi e ultimamente la maggior parte dei tamponi li fa nei laboratori privati dove costa tra 60 e 100 euro. Siccome Napoli è una città dove c’è anche una fascia di povertà alta e il contagio è soprattutto negli ultimi giorni nelle fasce popolari, noi abbiamo una sottostima dei contagiati effettivi anche da questo punto di vista.

Non solo, ma i titolari dei laboratori privati mi rappresentano che non sempre in maniera rapida e corretta i loro numeri vengono elaborati nell’unità di crisi regionale che li dovrebbe poi trasmettere al ministro che giustamente dice di doversi attenere ai flussi dei dati che arrivano dalla regione. Poi però manda a verificare e si ritrova la realtà che noi oggi sottolineiamo. Cioè dove medici e infermieri fanno un lavoro incredibile, enorme, cui va tutta la mia gratitudine, ma stiamo già a una situazione ormai di saturazione”.

“I soldi sono tanti, le procedure sono accelerate ed è stata fatta molta propaganda sui soldi e sulle opere pubbliche ospedaliere realizzate. Ci fu uno show mediatico sull’Ospedale del Mare e sul fatto che quell’ospedale avrebbe salvato la vita di tutti col Covid center. Mi viene da fare un sorriso amaro perchè ormai stiamo a una situazione già da molti mesi completamente fuori controllo sul tracciamento dei tamponi dei positivi e dei contatti. Un giorno è un dato falso e purtroppo su questi dati si decide la salute della gente, i colori delle regioni, le misure. Il cittadino non può essere disorientato”, conclude de Magistris.

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