Assembramenti a San Giuseppe Vesuviano: dopo la raffica di multe il centro cittadino è deserto

SAN GIUSEPPE VESUVIANO – L’intensificazione delle misure restrittive contro gli assembramenti, promosse con vigore dall’esecutivo presieduto dal sindaco Vincenzo Catapano, sembra stia portando, almeno per ciò che concerne la mera parvenza visiva, all’auspicata diminuzione del consuetudinario affollamento delle aree attigue al centro cittadino.

Nelle settimane antecedenti le ultime ordinanze comunali infatti le nutrite schiere, composte perlopiù da giovanissimi, che erano solite ammassarsi, a partire soprattutto dal tardo pomeriggio, nelle zone pedonali della città in contesti non certamente di impellente e comprovata necessità, cozzavano in modo evidente con le progressive limitazioni di inizio anno imposte dal Governo e che avevano portato la Campania a divenire zona arancione prima e zona rossa poi. Si è dovuta verificare una significativa recrudescenza dei contagi da Covid-19 affinché le coscienze collettive e politiche realizzassero che bisognava porre improrogabilmente fine alle discutibili derive dentro le quali ci si stava inoltrando.

     

La prima mossa operata dalla giunta Catapano è stata l’interdizione al pubblico del parco attrezzato di p.zza Elena d’Aosta, la cui area perimetrale è stata interamente circoscritta da transenne e nastro segnaletico, seguita poi da più serrati pattugliamenti delle arterie principali ad opera del locale comando di polizia municipale, atti a verificare l’oggettiva liceità a campione degli spostamenti, durante i quali, stando a quanto riferito dal sindaco sulla sua pagina istituzionale facebook, sono già state comminate le prime sanzioni amministrative. L’effetto visivo più lampante è sicuramente la constatazione immediata di una netta diminuzione del numero dei pedoni e del traffico veicolare lungo tutte le sedi viarie del centro cittadino.

Certo, le attività commerciali quasi desolate, le giostre non animate dal festoso vocio dei bambini e il silenzio generale che decolora l’atmosfera tutt’intorno sembrano rievocare i cupi e difficili momenti della prima quarantena ma, basandosi meramente sulla poco confortante impennata dei contagi, rinsaldatasi già a partire dalla fine del mese scorso, sembra essere questa l’opzione attuativa più sensata. Solo nei prossimi giorni si scoprirà se queste misure cautelative, oltre ad essere sintoniche al decoro comportamentale richiesto dall’avvento di questa truculenta e dilagante pandemia, porteranno ad un’effettiva diminuzione dei casi.

Ovviamente è chiaro già da ora che le suddette disposizioni non possano costituire la panacea di tutti i mali; il centro cittadino non equivale alla totalità del territorio comunale e gli “assembratori seriali” potrebbero scegliere punti d’incontro più periferici o meno esposti per propiziare i loro inopportuni ritrovi “ludico-ricreativi” ma è anche vero che è praticamente impossibile impiegare mezzi e risorse per setacciare in modo capillare qualsiasi anfratto urbano e che, vale sempre la pena ricordarlo, la prima forma di ordine pubblico è il buonsenso dei cittadini, alcuni dei quali dovrebbero rendersi maggiormente conto dell’effettiva pericolosità di questo invisibile ed esiziale nemico.

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