Sarno in lutto per Annamaria Ascolese: morta la donna aggredita dal marito carabiniere

annamaria ascolese

Non ce l’ha fatta Annamaria Ascolese: l’insegnante originaria di Sarno che era stata aggredita dal marito è morta questa mattina all’Ospedale San Camillo di Roma, dov’era ricoverata.

La donna, che aveva 49 anni, era originaria di Sarno, ma da tempo viveva a Marino, in provincia di Roma, insieme al marito Antonio Boccia, carabiniere di 57 anni in servizio presso la direzione antidroga. Annamaria Ascolese, invece, era un’insegnante ed era responsabile della scuola Anne Frank di Frattocchie.

Alcuni giorni fa, Annamaria era stata aggredita nella sua casa a Marino dal marito, che le aveva sparato dei colpi di pistola con la sua arma d’ordinanza, che l’avevano raggiunta al petto, alla coscia e al braccio. Il carabiniere si era suicidato subito dopo usando la stessa arma. Trasferita in ospedale in condizioni gravissime, Annamaria Ascolese ha lottato tra la vita e la morte fino ad oggi, quando il suo cuore ha smesso di battere.

Tanti i messaggi di cordoglio pubblicati sui social in onore della donna, vittima dell’ennesimo femminicidio. Queste le parole di Adriano Paolozzi, consigliere regionale del Lazio ed sindaco di Marino:

Siamo profondamente rattristati per la scomparsa di Annamaria Ascolese. Insegnante a Marino, donna coraggiosa e dalla grande caratura umana, Annamaria lascia un vuoto incolmabile per la nostra città e per la nostra comunità. Una vera tragedia per tutti noi. In questo momento di grande dolore, ci stringiamo alla sua famiglia e ai suoi cari”.

MARINO, PALOZZI(CAMBIAMO): “ADDOLORATI PER SCOMPARSA ANNAMARIA ASCOLESE”

“Siamo profondamente rattristati per la…

Pubblicato da Adriano Palozzi su Mercoledì 21 aprile 2021

Un amico di Annamaria su Facebook scrive un messaggio straziante: “Ho passato questi ultimi giorni a pregare, sperando di infondere la forza di resistere e sopravvivere alla mia vecchia amica Annamaria Ascolese anzi come lei mi diceva sempre alla mia sorella.

Siamo cresciuti insieme, le nostre case erano sempre aperte e condividevamo la quotidianità e i giorni di festa, il giorno della befana facevamo a gara a chi suonava prima alla porta per giocare insieme e ogni occasione era buona per condividere il nostro tempo.

Mai avrei pensato che una tragedia così grande potesse colpire lei, la sua famiglia e tutti noi. Vorrei si potesse tornare indietro per scoprire che è stato un incubo. Riposa in pace sorella mia, da lassù infondi coraggio ai tuoi cari”.

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