Reddito Cittadinanza verso nuovi parametri: potrebbe incidere il luogo in cui si vive

Il Reddito di Cittadinanza è stato rifinanziato per il 2021 con altri 200 milioni di euro ma il Governo sembrerebbe orientato ad introdurre una serie di modifiche facendo leva soprattutto sull’inserimento lavorativo e portando all’introduzione di nuovi criteri di erogazione.

Reddito di Cittadinanza, le modifiche allo studio del Governo: verso nuovi criteri

Pochi giorni fa, il Consiglio dei Ministri ha approvato il Decreto Fiscale che, tra le altre cose, prevede il rifinanziamento del Reddito, misura che al momento rimane invariata. Eppure, lo stesso Premier Draghi si è detto pronto a cambiare qualcosa prima della fine del 2021, in legge di bilancio.

A tal proposito, stando a quanto reso noto da ‘Sky Tg24’, è stata istituita un’apposita commissione di esperti per revisionare la misura. Tra le proposte discusse spiccano l’introduzione di meccanismi più efficaci per favorire l’inserimento al lavoro dei percettori, maggiori garanzie per le famiglie più numerose e l’inserimento di nuovi parametri.

Stando alle ipotesi avanzate, dunque, potrebbe essere facilitato il percorso occupazionale per i beneficiari dell’incentivo, puntando soprattutto sui settori che necessitano di forza lavoro. In più la commissione sta valutando una sorta di riequilibrio dei parametri per mettere a punto un sistema che valorizzi maggiormente i minori, offrendo maggiori benefici alle famiglie numerose.

Sull’assegno potrebbe incidere anche il parametro della residenza e del Comune in cui si abita. Ciò in quanto si critica il fatto che la misura non prenda in considerazione tutti i criteri con cui l’Istat definisce lo stato di povertà. Dunque a parità di reddito e componenti del nucleo, l’incentivo erogato potrebbe cambiare in base al luogo in cui si vive. Per fare un esempio l’indice di povertà aumenta se si vive a Milano piuttosto che in un Comune in provincia di Crotone.

Infine, potrebbe venir meno il blocco dell’erogazione, della durata dei tre mesi, dopo i 18 mesi. Anche dopo tale termine le famiglie con minori a carico potrebbero continuare a percepire l’importo senza andare incontro a nessuna sospensione, seppur momentanea.

Le modifiche riguarderanno anche il versante dei controlli. Ciò per fare in modo che l’assegno possa essere erogato soltanto a chi realmente vive difficili condizioni economiche.

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