Terra dei Fuochi, la tutela dell’ambiente e degli animali entra in Costituzione

Giornata storica quella di ieri 8 febbraio 2022. La tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi entra in Costituzione.

L’Aula della Camera ha approvato la proposta di legge costituzionale che modifica in tal senso due articoli della Carta, il 9 e il 41. Il Senato lo aveva approvato con la maggioranza dei due terzi lo scorso 3 novembre. Entra subito in vigore e non è sottoponibile a referendum.

WWF, giornata storica

Il WWF accoglie con estrema soddisfazione la notizia della votazione favorevole della Camera sulla riforma degli articoli 9 e 41 della Costituzione che ritiene debbano essere il presupposto di un intervento organico per adeguare strumenti normativi vigenti a tutela della biodiversità, degli ecosistemi e degli animali. Da oggi, con la modifica all’art. 9 della Costituzione, la tutela dell’ambiente, della biodiversità, degli ecosistemi e degli animali “anche nell’interesse delle future generazioni“. E’ quanto si legge in una nota del Wwf.

Soddisfazione dopo anni di battaglie

Il primo commento arriva da Sergio Costa, ex Ministro dell’Ambiente. Già generale Carabinieri Forestali. Sempre in prima linea nella lotta alle ecomafie e per la Terra dei Fuochi. “Fatta. Finalmente è fatta: la tutela dell’ambiente, la biodiversità, gli ecosistemi e gli animali sono nella Carta Costituzionale. Dopo tanti anni. È fatta!!! “La tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali.” Da oggi, con il voto definitivo del Parlamento, queste parole sono state inserite in modo definitivo nella nostra Carta Costituzionale nei suoi principi fondamentali (articolo 9). Inoltre, è stato integrato anche l’art. 41. (la libertà dell’azione economica privata non può danneggiare la salute e l’ambiente). Finalmente da oggi in poi in ogni legge ordinaria nazionale e regionale, in ogni progetto, in ogni programma di investimento, per ogni iniziativa privata o pubblica sarà obbligatorio valutare e tutelare ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi. Da oggi in poi non sarà più possibile che le leggi o provvedimenti regionali o delle provincie autonome (leggi l’orso Papillon per esempio) potranno andare contro leggi nazionali di tutela degli animali. Iniziammo questo percorso nel 2018 costituendo presso il Ministero dell’Ambiente, assieme all’allora sottosegretario on. Micillo, la commissione “Ambiente in Costituzione” presieduta dal Presidente emerito della Corte Costituzionale prof. Valerio Onida. Poi, grazie al ddl costituzionale a firma del senatore Gianluca Perilli del M5S, delle senatrici De Petris e Nugnes più 15 (AA.SS. 83, 212, 938, 1203, 1532, 1627, 1632, 2160), l’iniziativa è cresciuta e decollata in sede parlamentare. Oggi un pezzo di storia è stato sancito accogliendo le istanze di milioni di cittadini. Sono emozionato ed orgoglioso di avere contribuito anche io al raggiungimento di questo meraviglioso risultato. Ad Maiora Semper”.

Cari amici, finalmente un grande sogno diventa realtà! Dopo tre legislature che mi batto con la mia proposta di legge, insieme ai colleghi dell’intergruppo parlamentare per i diritti degli animali che ho l’onore di presiedere, abbiamo approvato definitivamente la riforma costituzionale che inserisce nella nostra Carta fondamentale la tutela dell’ambiente, degli ecosistemi, della biodiversità, “anche nell’interesse delle future generazioni”, e affida alla legge dello Stato il compito di disciplinare “i modi e le forme della tutela degli animali”. È una grandissima vittoria! È la più bella eredità che potevamo lasciare a chi verrà dopo di noi: cristallizzare l’importanza di tutelare questo meraviglioso pianeta che abbiamo ricevuto in dote e convivere con tutte le specie animali che vi abitano, rispettandone i diritti. Sono davvero orgogliosa!”, ha commentato Maria Vittoria Brambilla, presidente e fondatrice della Lega Italiana Difesa Animali e Ambiente.

Terra dei Fuochi, ottima notizia

Un’ottima notizia per il nostro territorio e per la tutela della cosiddetta “Terra dei Fuochi”. In un anno 2000 roghi: aumentati del 30% quelli tossici. 1.930 reati in un anno legati agli sversamenti illeciti. Nella cosiddetta Terra dei Fuochi, tra le province di Napoli e Caserta, sono stati segnalati dai vigili del fuoco circa duemila roghi in un anno, con cinque/sei segnalazioni al giorno e un aumento di circa il 30% di quelli tossici rispetto all’anno prima. È quanto riportato nella relazione, relativa al secondo semestre del 2020, della Direzione investigativa antimafia (DIA).