Ischia, il grido di allarme: “40 aziende sono già fallite per la frana, non abbandonateci”

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Ischia, aziende fallite per la frana

Ischia, aziende fallite. Sono già 40 le aziende di Ischia che hanno attivato le procedure di fallimento dopo la frana del 26 novembre. Il dato è stato fornito dal sindaco di Forio, Francesco Del Deo, ascoltato ieri dalla Commissione Ambiente della Camera.

Ischia, aziende fallite dopo la frana

Il primo cittadino ricopre anche la carica di presidente dell’Ancim (l’associazione dei comuni delle isole minori) ha chiesto leggi ad hoc per l’emergenza e maggiori poteri al commissario Legnini: “Non abbandonate Ischia!”, ha detto. “Inoltre ho chiesto lo slittamento dei mutui e delle imposte per 3 anni, prevedendo, al termine, un rateizzo. – ha aggiunto – Infine, ho chiesto di ricostruire le case laddove possibile o, in alternativa, provvedere ad un equo indennizzo. Per affrontare rapidamente questa emergenza ho chiesto che i comuni possano assumere geometri, ingegneri strutturalisti e tecnici della meccanica delle frane per il periodo necessario per la messa in sicurezza. Come ho più volte ripetuto, e credo anche di interpretare il pensiero del Commissario Legnini, non lasceremo soli i nostri concittadini, soprattutto nel momento più drammatico della loro vita”.

Anche il sindaco di Lacco Ameno, Giacomo Pascale, è intervenuto chiedendo che “venga redatto un serio Piano di messa in sicurezza dei territori, di delocalizzazione e indennizzi. In particolare, se proprio si dovrà procedere con una delocalizzazione delle case alluvionate, occorrerà procedere ad un recupero del patrimonio edilizio dismesso o procedere ad un congruo indennizzo (a valore di mercato) per ristorare i cittadini che hanno perso tutto. Indennizzo che riguarda sia gli immobili legittimi che quelli sottoposti alle 3 leggi di sanatoria“.

L’allarme dei sindaci

Inoltre che “vengano erogati fondi straordinari per le scuole: bisogna fare in modo che la didattica sia in presenza e solo alternativamente (e se proprio non ci sono alternative) prevedere fondi per la Dad. Ovviamente, occorre consentire agli insegnanti di lavorare in prossimità delle loro abitazioni, soprattutto in questo periodo molto delicato. Analogamente, vengano erogati fondi straordinari per la viabilità e la mobilità, anche per tenere costantemente aperta la stradale 270: è ormai evidente che pure la scuola è connessa e dipende strettamente dalla viabilità“.


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