Sanità, la Campania al 13esimo posto in Italia: ma meglio qui che a Bolzano


La Campania tredicesima regione italiana per i livelli di assistenza sanitaria: è il quadro tracciato dai dati 2023 (gli ultimi disponibili) presentati in Senato.

Lea, la sanità in Campania è sotto la media

La Regione Campania si trova in una posizione di media bassa nella classifica nazionale dei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), i criteri che misurano quanto ciascuna Regione garantisce ai cittadini prestazioni sanitarie fondamentali.

Secondo i dati relativi al 2023, presentati oggi, 14 gennaio, nel corso di un’audizione presso la commissione Affari costituzionali del Senato dal presidente della fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, la Campania risulta 13ª su 21 regioni e province autonome prese in considerazione.

Anche se formalmente la Regione è considerata “adempiente secondo il nuovo sistema di garanzia” — un risultato raggiunto da otto territori — il punteggio complessivo di 206 punti resta al di sotto della media nazionale di 226 e nettamente distante dalle migliori regioni del Paese come Veneto, Toscana ed Emilia Romagna.

Ma va rimarcato anche il punteggio che l’assistenza sanitaria campana “stacca” nei confronti di quella che potrebbe sembrare un’isola felice: la provincia autonoma di Bolzano che raggiunge “soltanto” 202 punti.

Posto n.16 per la prevenzione: i criteri che il governo vuole equiparare per amplificare il gap

La fotografia della situazione campana, secondo Gimbe, evidenzia un quadro articolato nelle tre principali aree di valutazione: prevenzione, assistenza distrettuale e assistenza ospedaliera. Nella prima, la Campania si colloca al sedicesimo posto su 21 con 62 punti; nell’ambito distrettuale, al tredicesimo con 72 punti; e nella componente ospedaliera, al quindicesimo posto, sempre con 72 punti.

Il dato assume particolare rilievo nel dibattito in corso al Parlamento sul disegno di legge delega per la determinazione dei livelli essenziali delle prestazioni (Lep), oggetto di discussione nella stessa audizione.

Cartabellotta ha sottolineato che “i livelli essenziali delle prestazioni non coincidono con i livelli essenziali di assistenza” né sul piano normativo né su quello sostanziale, criticando la scelta del Governo di equiparare i due concetti per accelerare l’attuazione dell’autonomia differenziata, una mossa che potrebbe, secondo l’esperto, amplificare le diseguaglianze territoriali già esistenti.

Tanto lavoro da fare per la giunta Fico

Nel contesto nazionale attuale, la posizione della Campania segnala sia un passo avanti rispetto al passato — superando il benchmark minimo di adempienza — sia la necessità di interventi mirati per colmare il divario con i territori più virtuosi, soprattutto in termini di prevenzione e servizi sanitari prima dell’ingresso in ospedale.

Il confronto politico e tecnico nei prossimi mesi sarà determinante per definire come rendere più omogenea l’erogazione dei Lea su tutto il territorio nazionale e per affrontare i nodi strutturali che emergono da questa graduatoria.


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