“Rita De Crescenzo al quadrato”, LDA e Aka 7even: “Cattiverie su di noi. Ci restiamo male”

LDA e Aka 7even


LDA e Aka 7even, in gara al Festival di Sanremo 2026, sarebbero stati travolti da una serie di critiche a seguito delle ultime due esibizioni sul palco dell’Ariston, con qualcuno che li avrebbe persino paragonati alla tiktoker Rita De Crescenzo.

“Rita de Crescenzo al quadrato”, LDA e Aka 7even: “Cattiverie”

In gara tra i big, con il brano Poesie Clandestine, i due artisti napoletani se da un lato hanno ottenuto applausi e consensi, dall’altro non sono rimasti esenti dalle critiche, alcune particolarmente “cattive” a detta dei diretti interessati.

“Ho letto tante cattiverie, tanti commenti che non mi aspetterei da un uomo o una donna adulti. Con tutto il rispetto, abbiamo sentito dire che siamo ‘Rita De Crescenzo al quadrato’. Ecco, a me questo sembra un commento fatto con cattiveria da una persona che non capisce di musica e quindi sta lì a Sanremo per grazia divina” – ha detto LDA in un’intervista rilasciata a Open.

“Onestamente, ci resto pure male umanamente, perchè voleva proprio insultare e non penso che ce lo meritiamo. Però, a parte questo, è difficile giudicare una canzone da un ascolto, esattamente come una persona, se la vedi una volta sola, come la fai a giudicare? E’ veramente tanto difficile. L’ho reputata sempre sbagliata questa cosa di Sanremo, un solo ascolto non basta, io penso che i giornalisti dovrebbero avere una settimana di tempo per ascoltare il brano, dovrebbero ascoltare sette volte tutti i brani e poi scrivere tutto quello che vogliono scrivere”.

Anche Aka 7even, affrontando la questione, ha commentato: “Spero che queste persone che ci hanno criticato possano cambiare idea, il mondo è bello perché è vario, quindi lo accettiamo, perché è un po’ la parte negativa di questo mestiere, dobbiamo prenderci il buono e il negativo, ma ovviamente ci sono modi e modi”.

Non si fa, diventare cattivo è brutto secondo me. Ma va bene tutto, l’importante è il palco, l’importante saranno le persone, sicuramente non sono i giornalisti che comandano l’andamento della musica. Ci sono tanti artisti capaci e tanti giornalisti che ci mettono impegno, anche in un commento, e non scrivono una cosa al volo giusto perché la devono scrivere. Io lo dico sempre: mi piacerebbe un mondo un po’ più empatico, anche su queste cose”.


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