Vesuvio, continua il progetto del Piano di Emergenza: firmato il protocollo con Pompei
Mar 16, 2026 - Redazione
Pompei nel Piano Emergenza Vesuvio
La Fondazione Convivenza Vesuvio continua il proprio percorso istituzionale per l’aggiornamento del Piano di emergenza Vesuvio e per la tutela del diritto dei cittadini vesuviani a restare nel proprio territorio anche in caso di eventuali emergenze: nella giornata odierna è stato infatti firmato il protocollo d’intesa con il Comune di Pompei, che si aggiunge agli altri Comuni già aderenti al progetto.
Piano Emergenza Vesuvio: firmato il protocollo con Pompei
Con questa nuova adesione, la Fondazione arriva a rappresentare circa 500.000 cittadini dell’area vesuviana, attraverso i sindaci che hanno scelto di sostenere una visione alternativa al piano attuale, che prevederebbe il trasferimento di centinaia di migliaia di persone verso regioni del Nord Italia, in caso di eruzioni del Vesuvio.
Il presidente della Fondazione Convivenza Vesuvio, il dottor Vincenzo Coronato, ha dichiarato:
«Oggi abbiamo firmato con il Comune di Pompei il tredicesimo protocollo d’intesa. Ringrazio la sindaca Andreina Esposito per la disponibilità e la sensibilità dimostrata. Siamo arrivati a rappresentare circa 500.000 cittadini vesuviani attraverso i rispettivi sindaci che hanno espresso la volontà di restare in Campania, nelle aree soggette a spopolamento già individuate dalla Fondazione. È un percorso logico e di buon senso che intendiamo portare avanti fino alle prime esercitazioni operative».
Soddisfazione è stata espressa anche dall’onorevole Alessandro Caramiello, presidente dell’intergruppo parlamentare Sviluppo Sud, promotore della proposta di legge n.1860 finalizzata proprio all’aggiornamento del Piano Vesuvio.
«Anche Pompei ha firmato. Un Comune simbolo della storia vesuviana e conosciuto nel mondo, entra in questo percorso istituzionale che mira a ripopolare le aree interne della Campania e delle regioni limitrofe in caso di emergenza. Si tratta di un progetto di grande importanza che sta coinvolgendo parlamentari di tutti gli schieramenti, il Ministero competente, la Protezione Civile, la Regione Campania e numerosi enti tecnici» – ha detto.
L’iniziativa punta a creare un modello alternativo di gestione dell’emergenza che consenta, ove possibile, una ricollocazione temporanea dei cittadini in aree del Sud Italia, riducendo l’impatto sociale, economico e culturale derivante da eventuali trasferimenti lontani dal proprio contesto territoriale.
Anche la sindaca di Pompei, Andreina Esposito, ha sottolineato il valore dell’accordo: «Abbiamo aderito insieme ad altri Comuni vesuviani perché riteniamo fondamentale che, in caso di una eventuale emergenza – che auspichiamo non si verifichi mai – i nostri cittadini possano essere accolti in territori limitrofi o comunque all’interno della nostra regione, così da ridurre al minimo i disagi e garantire una soluzione temporanea che incida il meno possibile sulle loro vite».
La Fondazione Convivenza Vesuvio proseguirà ora il proprio lavoro di coinvolgimento delle amministrazioni locali e degli enti istituzionali, con l’obiettivo di arrivare a una revisione concreta del Piano di emergenza attraverso un approccio basato su coesione territoriale, tutela delle comunità locali e sviluppo delle aree interne del Mezzogiorno.
