Trapianto di cuore al Monaldi, salvata la vita di un paziente. I medici: “No generalizzazioni”
Apr 03, 2026 - Veronica Ronza
L'ospedale Monaldi
L’Azienda Ospedaliera dei Colli ha reso noto un intervento di successo effettuato al Monaldi di Napoli: grazie ad un trapianto di cuore è stato salvato un paziente.
Trapianto al Monaldi di Napoli, salvato un paziente
Umberto, nome di fantasia per tutelare la privacy, affetto da una cardiopatia dilatativa in fase terminale, si è sottoposto ad un delicato intervento, un trapianto di cuore eseguito dall’equipe del cardiochirurgo Claudio Marra. Un’operazione perfettamente riuscita che ha consentito al paziente di sopravvivere: presto ritornerà a casa ad abbracciare i suoi cari.
“Questo nuovo trapianto di cuore testimonia il valore di un’organizzazione multidisciplinare che, nei percorsi ad alta complessità, mette in rete competenze chirurgiche, anestesiologiche, rianimatorie, cardiologiche, infermieristiche e assistenziali, garantendo una presa in carico completa del paziente in tutte le fasi del percorso di cura” – si legge nella nota diffusa dall’ospedale.
“L’Azienda Ospedaliera dei Colli è, e resta, un’eccellenza della sanità pubblica” – ha dichiarato il direttore generale Anna Iervolino. Anche i medici, direttori di Unità Operativa Complessa e responsabili di Unità Operativa Semplice Dipartimentale, hanno sottolineato, in una lettera aperta, il loro impegno al servizio della salute dei pazienti.
“L’attività assistenziale prosegue regolarmente, garantendo ogni giorno la presa in carico di centinaia di pazienti, nel segno della qualità, della sicurezza e della responsabilità professionale. In questo contesto, la continuità organizzativa e la stabilità dei percorsi rappresentano condizioni essenziali per assicurare efficacia e sicurezza delle cure. L’Azienda rappresenta da anni un punto di riferimento per numerose patologie ad alta complessità, con risultati clinici consolidati e professionalità riconosciute a livello nazionale”.
“I professionisti continuano a operare con impegno e senso di responsabilità, in un clima di coesione e unità, espressione di una responsabilità condivisa nella gestione di una fase complessa, nel rispetto del lavoro delle autorità competenti e degli accertamenti in corso. È pertanto auspicabile che il racconto pubblico di una vicenda così delicata mantenga equilibrio e senso di responsabilità, evitando generalizzazioni che non rispecchiano la realtà dell’attività quotidiana. Resta ferma la convinzione che singoli episodi, per quanto gravi, non possano essere assunti come rappresentativi dell’attività quotidiana e dei valori che guidano il lavoro dell’intera comunità professionale”.
