Massacrato di botte e ucciso davanti al figlio di 11 anni, il bimbo: “Papà, alzati per favore”

Giacomo Bongiorni, l'uomo morto a Massa


E’ affranta dal dolore Sara Tognocchi, la compagna di Giacomo Bongiorni che ha assistito al violento pestaggio del suo fidanzato, 47enne, morto tragicamente a Massa Carrara a seguito delle percosse, davanti agli occhi di suo figlio di soli 11 anni.

Giacomo ucciso di botte a Massa: il racconto della compagna

In un’intervista rilasciata a Il Corriere del Mezzogiorno, la donna ha sottolineato: “Non è vero che Giacomo è morto perché è caduto per terra dopo un cazzotto. Giacomo è morto per le botte. Hanno smesso di colpirlo solo quando si sono resi conto che l’avevano ammazzato. A quel punto sono scappati”.

Secondo il suo racconto, la coppia stava trascorrendo il sabato sera in piazza. Con loro c’erano il figlio di Giacomo e il fratello di Sara accompagnato dal nipote della donna. Sarebbe stato proprio il cognato di Giacomo a rimproverare, dolcemente e con educazione, i ragazzini intenti a lanciare bottiglie contro la vetrata di un negozio.

I membri della baby gang avrebbero così iniziato a colpire Giacomo e suo cognato, come spiegato da Sara: “Hanno cominciato a colpirli. Non hanno detto nulla, li picchiavano e basta. Mio fratello è finito per terra e hanno continuato a picchiare. Non si sono mai fermati. Pestavano Giacomo, io lo vedevo a terra e loro sopra”.

“Ero sconvolta, mi sono messa a chiedere aiuto. Ho preso il figlio del mio compagno e l’ho portato via, ho avuto paura che si mettessero a picchiare anche i bambini. Li imploravo di smettere ma non hanno mai smesso, l’hanno pestato a morte”.

“Due giovani hanno iniziato a praticare il massaggio cardiaco a Giacomo. Io sono corsa da lui, gli tenevo la testa tra le mani ma dalle orecchie usciva il sangue. Suo figlio gli teneva la mano e gli diceva ‘Babbo, alzati. Per favore, alzati’. Ma non si è alzato, è rimasto per terra”.

“Ci siamo conosciuti tre anni fa ad una cena, avevamo amici in comune. Poi abbiamo iniziato a frequentarci. Lui era un uomo speciale, dolce e delicato, di quelli che sanno amare le persone. A luglio ci dovevamo sposare, avevamo preso una casa per vivere insieme e invecchiare mano nella mano”.


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