Casalesi, sequestrati 100 milioni di beni a imprenditore legato agli Schiavone

100 milioni di beni sono stati confiscati a un imprenditore legato al clan dei Casalesi. Secondo quanto riporta Il Meridiano, la DIA di Napoli ha notificato il decreto di confisca definitiva, emesso dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, nei confronti di A. L. (classe 1945), imprenditore attivo in particolare nel settore della produzione e della vendita del calcestruzzo.

Le indagini svolte dalla DIA hanno consentito non solo di ricostruire il reale assetto patrimoniale dell’uomo, ma anche di delineare la sua “pericolosità qualificata”, derivante dai rapporti emersi con il clan dei Casalesi. In particolare A.L. era legato alla fazione “Schiavone”, nel delicato e strategico settore della produzione e fornitura del calcestruzzo.

Nella relativa inchiesta giudiziaria, A. L. era stato arrestato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli nel 2011, nel corso di un’operazione denominata “Il Principe e la (scheda) ballerina”. In questa occasione erano emersi gli intrecci illeciti del ceto politico di Casal di Principe con l’ala militare e imprenditoriale del clan dei Casalesi, sopratutto con le fazioni “Schiavone” e “Bidognetti”.

Tali rapporti si concretizzavano attraverso l’appoggio ai candidati indicati dall’organizzazione in occasione di consultazioni elettorali, in cambio dei successivi benefici economici garantiti dall’aggiudicazione di appalti, di assunzioni di personale compiacente, e persino di apertura di centri commerciali.

A.L., l’imprenditore legato ai Casalesi che ha subito la maxi-confisca, era considerato il riferimento della famiglia “Schiavone”. L’uomo infatti metteva puntualmente a disposizione dell’organizzazione i propri impianti di produzione del calcestruzzo e le proprie strutture societarie. In cambio, A.L. otteneva l’ingresso nel cartello delle aziende oligopoliste che l’associazione imponeva sui cantieri presenti nel mercato casertano.

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