Maggioranza, il Referendum è un trauma: si dimette anche Gasparri (incoraggiato dai Berlusconi)

Le dimissioni Gasparri caldeggiate dai Berlusconi


Le dichiarazioni ufficiali smentiscono, eppure la tempistica desta legittimi sospetti. Il Governo si ritrova a gestire una evidente crisi interna, con l’inedita e clamorosa nota di Palazzo Chigi contenente la richiesta di dimissioni rivolta a Daniela Santanchè e sottoscritta da Giorgia Meloni.

Le dimissioni di Santanchè chieste da Giorgia Meloni

Dopo le dimissioni di Andrea Delmastro (per la vicenda del ristorante aperto in società con la figlia 18enne di Mauro Caroccia, prestanome del clan Senese, oltre che dipendente della società stessa) e Giusi Bartolozzi (per la frase “Se vince il Sì ci libereremo dei magistrati“), sono giunte anche quelle del Ministro del Turismo, che la poltrona non voleva proprio lasciarla. Santanchè, indagata per le ipotesi di falso in bilancio, bancarotta e truffa all’Inps, aveva chiesto che fosse Meloni in persona a chiederle di dare le dimissioni. Richiesta che è arrivata proprio con una nota di Palazzo Chigi: “Auspica che, sulla medesima linea di sensibilità istituzionale, analoga scelta sia condivisa dal Ministro del Turismo Daniela Santanchè”.

Marina e Pier Silvio Berlusconi spingono per un rinnovamento: si dimette Gasparri

Da Fratelli d’Italia a Forza Italia: a dimettersi, questa mattina, anche Maurizio Gasparri dal ruolo di capogruppo al Senato. Una richiesta firmata da 14 colleghi forzisti su 20, ma a quanto sembra caldeggiata direttamente dai pezzi grossi, Marina e Pier Silvio Berlusconi. C’entra ancora la sconfitta al Referendum: la riforma della giustizia era la battaglia principale di Forza Italia. Il suo posto verrà occupato da Stefania Craxi.

A “rischiare” ora è anche Barelli, capogruppo al Camera nonché consuocero di Antonio Tajani. Per quanto riguarda quest’ultimo, non sembra essere in imminente discussione la carica di segretario, ma la sensazione netta è che ci sarà un avvicendamento in vista delle elezioni politiche del 2027. L’obiettivo dei Berlusconi è quello di riproporre una riforma della giustizia – vedremo con quali modalità – dopo aver fatto un po’ di piazza pulita e rinnovato il partito, che da una parte non riesce a intercettare i giovani e dall’altra ha visto un’emorragia di elettori da Forza Italia verso il No, specialmente in Calabria e Sicilia.


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