La favola del povero Enrico che doveva fare il bagno nel sangue di una vergine

L’Amante Ritrovata. Miniatura tratta dal Roman de la Rose (fine XV sec.) -Bodleian Library Oxford

La Scuola Medica di Salerno gode di una grande fama poiché è una delle eccellenze del nostro Mezzogiorno essendo l’istituzione medica più antica del mondo. Da tempo immemore i medici di Salerno sono stati interpellati per le loro grandi capacità e competenze. Questa situazione ha dato vita anche a molte leggende e storie straordinarie, una di queste è quella del “povero Enrico”.

Il protagonista di questo racconto è Enrico, giovane principe tedesco molto amato dal popolo, che venne colpito dalla lebbra. La malattia lo debilitò al punto tale da sfigurarlo e consumarne il corpo. Nel tentativo di migliorare la sua condizione il principe decise di partire per la volta di Salerno, con la speranza che l’immensa sapienza dei medici salernitani potesse aiutarlo.

Prima di operare questa scelta Enrico fece un incubo che lo convinse definitivamente a consultare la Scuola medica salernitana. Sognò il diavolo che, assunte le vesti di un dottore, gli indicò la cura adatta al suo problema.

Per guarire definitivamente doveva fare un bagno nel sangue di una vergine che si fosse offerta spontaneamente al macabro rituale. Malgrado la complessità della situazione c’era una giovane donna disposta a immolare la propria vita per il bene di Enrico: si trattava della figlia di un nobiluomo, Elsie, segretamente innamorata dello sfortunato principe. Appresa la notizia Enrico impedì alla ragazza di compiere quell’estremo gesto.

Fu così che il titolato si recò a Salerno in compagnia della bellissima Elsie. Giunti in città il principe non poté essere subito ricevuto dai medici, in quanto impegnati nella cerimonia del giuramento d’Ippocrate fatto dai neolaureati presso la chiesa di San Pietro a Corte e dai relativi festeggiamenti, che avevano luogo in tutta la città.

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Turbato dall’ulteriore complicazione Enrico decise di andare a pregare sulla tomba dell’evangelista Matteo, in attesa di poter avere il consulto medico tanto desiderato. Mentre era assorto nella sua orazione il Santo gli concesse la grazia, la lebbra abbandonò il suo corpo ed anche i segni della malattia sparirono immediatamente. Travolto da una grande gioia Enrico decise di sposare seduta stante Elsie, dando vita a grandi festeggiamenti per tutta la città.

Senza l’aiuto della sua amata Enrico non avrebbe mai messo piede a Salerno e molto probabilmente non sarebbe mai guarito dalla malattia che lo stava consumando. I meriti di Elsie, però, non finiscono qui. Senza la ragazza, infatti, non avremmo avuto nemmeno questa bellissima storia che ha contribuito alla crescita della notorietà e del prestigio della Scuola Medica salernitana.

Fonte:
– Hartmann von Aue, Der arme Heinrich (poema in Tedesco, anno 1190 ca.)

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