Grasso contro Salvini: “Vuole lasciare Saviano senza scorta. Non vogliamo altri Peppino Impastato”

Lo scontro mediatico che sta vedendo protagonisti Salvini e Saviano in queste ultime ore, ha già creato degli schieramenti. Infatti ad esprimersi sulla questione, in difesa di Saviano è Pietro Grasso, ex presidente del Senato, che ha subito sottolineato la poca imparzialità di Salvini e il poco rispetto verso un uomo che  con le sue inchieste ha svelato una magagna di malavita e morte. Delle verità scomode che lo hanno costretto a girare con la scorta, che ora Salvini vorrebbe negargli, dopo le dovute valutazioni, sia perchè il giornalista campano trascorre lunghi periodi all’estero e sia perchè comporta dei costi aggiuntivi agli italiani.

Senza mezzi termini e in maniera diretta e coincisa, Pietro Grasso ha pubblicato un breve post sulla sua pagina Facebook, esordendo così: “Dobbiamo scegliere da che parte stare: se con Saviano o con Salvini. Salvini è il ministro dell’Interno e, proprio in quel ministero, si decide chi deve essere protetto dallo Stato. 
Con le frasi di stamattina vuol far capire a Saviano di non criticarlo, di stare zitto, altrimenti può intervenire per lasciarlo senza protezione contro la camorra, che lo vuole morto da anni per le sue inchieste e per il suo essere diventato un simbolo della lotta alle mafie. Allo stesso tempo sta facendo passare l’idea che avere la scorta sia un privilegio e un costo, non una necessità che limita la libertà di chi è sotto protezione”.

Chiude con un finale eloquente e critico, ricordando tutti coloro che per il “bene comune” e in “nome della verità” sono morti per mano di criminali: “La libertà di un giornalista di fare inchieste contro le mafie vale tutti i soldi che spendiamo per garantirgli di fare il suo lavoro. Non vogliamo altri Pippo Fava, Peppino Impastato, Mario Francese, Cosimo Cristina, Giovanni Spampinato, Mauro De Mauro, Giancarlo Siani, Mauro Rostagno, Giuseppe Alfano”.

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