Sud, 23mila cittadini all’anno abbandonano la Campania: ma allo Stato non interessa


Un dato allarmante quello emerso da un’analisi diffusa dalla Confapi Napoli. “I dati Istat sul bilancio demografico per le regioni del sud e, in particolare, per la Campania sono assolutamente preoccupanti. E purtroppo per noi sono tutt’altro che imprevisti: il Mezzogiorno è diventato un luogo da cui fuggire, e non da oggi“, ha detto Raffaele Marrone, presidente Confapi Napoli a ilmattino.it.

I giovani vanno via dal Meridione – ha continuato – non solo perché non ci sono più occasioni di sviluppo ma anche perché sembra che siano venute meno le prospettive per la creazione di valore progettuale sul territorio. La classe dirigente sia locale sia nazionale, di fronte a una flessione di quasi 23mila cittadini che decidono di abbandonare la regione in un anno, non ha nulla da dire; e questo è un atteggiamento preoccupante. Un immobilismo che diventa quasi fatalismo. Ancor più grave se si pensa che molto spesso le Istituzioni hanno rinunciato a dialogare tra di loro, ognuno presa dalla cura del suo proprio particolare“.

Situazione onestamente insostenibile – ha aggiunto Marrone –. Sarebbe importante che gli Enti e gli uomini che li amministrano riuscissero a ritrovare la voglia di collaborare iniziando, seriamente, a programmare una serie di interventi che, nel giro di dieci anni, potrebbero offrire occasioni di crescita: penso al turismo, all’industria culturale, al terziario avanzato e al mercato della conoscenza che, da noi al Sud, ha grandi potenzialità non valorizzate“.

Andare via, che sia per approdare al nord o all’estero non ha importanza, è ormai la scelta più facile da fare. In questo modo, non solo si creano condizioni di particolare disequilibrio economico, nel nostro Paese, con un nord ricco e capace di attrarre le migliori risorse, e un sud – invece – destinato a sopravvivere tra enormi difficoltà e con il solo livello assistenziale dello Stato, finché ci sarà; ma si pongono le basi anche per un serio problema di ordine pubblico. Dove non c’è occupazione e sviluppo, infatti, allignano e prosperano le mafie“, ha concluso.


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