Guarì da una gravissima forma di Covid: “Mi apparve in sogno suor Pernice, la ‘suora del sorriso'”
Ago 25, 2025 - Giuseppe Mennella
La giovane Anna Gelsomina con la madre Teresa - foto dal libro "La suora del sorriso"
Una guarigione “improvvisa” dopo le preghiere rivolte a suor Teresa Pernice, la religiosa di Torre del Greco morta nel 1966 a soli 27 anni e conosciuta come la “suora del sorriso”: il caso è sotto esame.
La storia di Suor Teresa, la “suora del sorriso”
Una storia che affonda le radici nel secolo scorso, tra la vita semplice e povera delle campagne di Santa Maria La Bruna nella periferia di Torre del Greco.
Qui nacque, nel 1939, Anna Gelsomina Pernice. Crebbe in una famiglia numerosa e semplice, segnata dalla fede e dal lavoro nei campi. Fin da bambina mostrò una forte devozione, un carattere altruista e una gioia contagiosa.
A soli diciassette anni, nel 1956, varcò la soglia del Monastero delle Suore della Carità di Santa Giovanna Antida Thouret a Napoli, scegliendo come sposo Cristo.
Da allora prese il nome di Suor Teresa, come la madre, e iniziò un cammino di dedizione ai malati e ai più deboli. Prestò servizio a Roma, al Santo Spirito, dove conobbe Giovanni XXIII, e poi a Napoli, al Policlinico, dove divenne un punto di riferimento per i pazienti: la sua allegria e il suo instancabile sorriso riuscivano a consolare anche nei momenti più duri, tanto da meritarsi l’affettuoso soprannome di “angelo dell’ospedale”.
La sua vita fu breve ma intensa: morì nel 1966, a soli 27 anni, lasciando dietro di sé una scia di ricordi commossi e di testimonianze di fede. Ma la sua “fama” non si spense: rimase nella memoria collettiva in particolare del suo quartiere natio, per la capacità di sorridere anche nei momenti più difficili e di infondere speranza a chi soffriva. Il suo corpo, rimasto integro, riposa ancora oggi nella cappella di famiglia.

L’improvvisa guarigione dal Covid
Una figura attorno alla quale ha sempre soffiato un vento di “santità”, fatto di racconti tramandati di famiglia in famiglia, di bocca in bocca, di storie che riportano di “grazie ricevute”, preghiere devote.
Quei racconti ricchi di fede, fatti sottovoce, che però negli anni sono aumentati fino a portare la figura di suor Teresa all’attenzione dei “piani alti” delle gerarchie ecclesiali.
Fino all’ultimo avvenimento datato 2020, il drammatico anno della pandemia. Proprio di Covid si era ammalato un uomo di Torre del Greco, stando al racconto di persone a lui vicine: a colpirlo, una forma particolarmente grave della malattia, tanto da essere ricoverato presso l’Ospedale di Boscotrecase con poche speranze di sopravvivere.
Proprio qui, nel reparto di terapia intensiva, i medici avrebbero detto che l’unica, flebile speranza di salvarlo, era attaccarlo ad un respiratore automatico.
Ho visto suor Teresa vicino al respiratore: “Non ti preoccupare”
L’uomo, allo stremo delle forze e delle speranze, avrebbe chiesto ai suoi cari di pregare per lui. In particolare, chiedeva di pregare proprio per l’intercessione della “suora del sorriso”, sperando in una mano dall’alto.
Qui, secondo la testimonianza, sarebbe avvenuto il fatto incredibile: il paziente avrebbe raccontato di aver visto vicino al suo letto, nella notte che precedeva l’intubazione, la figura di suor Pernice che si avvicinava e metteva una mano sui macchinari a cui era legata la sua speranza di vita.
La suora lo avrebbe salutato con queste parole: “Non ti preoccupare, domani andrà tutto bene”. L’indomani, i medici giunti per collegarlo al macchinario, avrebbero riscontrato un improvviso miglioramento, tale da rendere non più necessario l’utilizzo del respiratore.
Il caso è sotto esame
Il 16 aprile 2021 è stato aperto ufficialmente il processo di beatificazione, affidato al postulatore Don Antonio Di Nardo, che al momento sta analizzando attentamente la guarigione di cui abbiamo raccontato.
Ma non è l’unico episodio: sono molti i fedeli a raccontare ancora di “grazie ricevute”, guarigioni improvvise da malattie gravi come tumori e non solo. I tempi non saranno certamente brevi anche perché le patologie legate al Covid sono relativamente recenti ed è difficile ancora stabilire con certezza scientifica le possibili cause di guarigione ancora non esplorate.
Ma la comunità locale segue con emozione ogni passo, nella consapevolezza di trovarsi probabilmente di fronte a una possibile nuova figura di santità torrese, accanto a San Vincenzo Romano. Per Santa Maria La Bruna, e non solo, Suor Teresa resta un simbolo di speranza.
La sua storia testimonia come la fede vissuta con semplicità possa diventare luce anche oltre la morte. E quel sorriso, che le valse il soprannome, continua a farsi segno di vicinanza per chi cerca conforto.
