Scandalosa sentenza del TAR: la mozzarella di bufala si può fare con latte in polvere o congelato
Nov 18, 2025 - Redazione Vesuviolive
Mozzarella di latte di bufala
Mozzarella di Bufala (ad esclusione di quella campana DOP) con latte congelato o in polvere. La sentenza del TAR Campania n. 7289/2025 ha aperto uno scenario che la filiera bufalina temeva da anni: la possibilità di produrre mozzarella di bufala utilizzando latte in polvere, concentrato o ricostituito. Il tribunale ha stabilito che la Legge 138/1974 — che vieta queste pratiche — si applica solo al latte vaccino, escludendo quindi quello bufalino.
Una decisione che, secondo allevatori e trasformatori, rappresenta una svolta pericolosa per un prodotto conosciuto nel mondo proprio per la qualità del latte fresco e del processo artigianale.
Una decisione che apre la strada all’industrializzazione del prodotto
A far scattare il campanello di allarme è la Confederazione sindacale Altragricoltura, secondo la quale il rischio è evidente: la mozzarella di bufala, fuori dal perimetro DOP, potrebbe diventare un prodotto industriale a basso costo, perdendo identità e valore. L’uso di latte concentrato o ricostituito rende infatti possibile produrre grandi volumi con minori costi e minori controlli, favorendo speculazioni e concorrenza sleale.
Il vuoto normativo che si crea permette alle aziende non vincolate al disciplinare DOP di utilizzare materie prime che fino a ieri erano vietate. In questo contesto, lo Stato perde uno strumento fondamentale di tutela: la possibilità di effettuare sequestri o controlli basati sulla Legge 138/74.
La denuncia degli operatori: “doppio standard” e rischio confusione sul mercato
Gli operatori parlano di un “doppio standard” che penalizza gli allevatori onesti: il bufalo è trattato come bovino quando si vuole manipolare l’etichettatura della carne, ma non lo è più quando si devono applicare regole stringenti sul latte. Il risultato è un quadro che — denunciano — favorisce gli industriali a scapito dei produttori e dei consumatori.
Per molti allevatori, la sentenza rischia di accelerare un processo già in corso: il crollo del valore del latte fresco alla stalla. E, soprattutto, fa venire meno la certezza dei consumatori su cosa stiano comprando.
Altragricoltura ricorda che è fermo da mesi in Parlamento il disegno di legge che avrebbe sanzionato le manipolazioni nella filiera del latte, provvedimento che oggi sarebbe cruciale per contrastare gli effetti della sentenza.
