Meningite a Napoli, 4 ragazzi in ospedale: come si trasmette e cosa fare per proteggersi
Gen 14, 2026 - Veronica Ronza
A seguito di alcuni audio e messaggi circolati su Whatsapp, a Napoli cresce l’apprensione per i casi di meningite registrati all’ospedale Cotugno. Un allarme, tuttavia, ingiustificato e smentito dagli stessi infettivologi del nosocomio partenopeo.
Meningite a Napoli: come si trasmette e cosa fare per proteggersi
Innanzitutto l’Ospedale Cotugno, tramite una nota, ha voluto smentire categoricamente la presenza di un focolaio esploso in città: al momento sarebbero 4 i pazienti che avrebbero contratto la meningite – uno studente e tre persone di età compresa tra i 22 e i 25 anni – e si tratterebbe di casi sporadici, in linea con i flussogrammi stagionali attesi.
La meningite è una infiammazione delle membrane che accolgono il cervello e il midollo spinale. Generalmente riconosce una causa infettiva e può essere causata da virus, batteri, funghi o miceti. La forma più comune è quella virale, detta anche meningite asettica, che solitamente si presenta in forma lieve risolvendosi senza problemi nell’arco di una decina di giorni.
La malattia si trasmette da persona a persona per via respiratoria, attraverso le goccioline di saliva e le secrezioni nasali, che possono essere disperse con la tosse, con gli starnuti o mentre si parla. Affinché il contagio avvenga è, comunque, necessario essere a contatto stretto e prolungato con la persona infetta o trovarsi in ambienti molto affollati. Tuttavia, l’essere esposti a uno di questi patogeni non comporta necessariamente lo sviluppo della malattia.
“Molto remota è la trasmissione con lo scambio di un bicchiere o di una tazza di caffè. All’esterno dell’organismo il meningococco è molto labile e muore rapidamente. All’interno dell’organismo, invece, può tranquillamente annidarsi nelle vie aeree e non dare alcun segno di sé in soggetti portatori che, grazie ad un efficiente sistema immunitario, non si ammaleranno” – ha spiegato l’infettivologo e primario emerito del Cotugno Franco Faella, intervistato da Il Mattino.
Il soggetto portatore, pur non manifestando la malattia, può comunque contagiare altre persone già sottoposte all’attacco di altri virus influenzali e che, per questo motivo, presentano un sistema immunitario già debilitato. La miglior arma per prevenire il contagio, secondo gli esperti, resta quella della vaccinazione, sia per gli adulti che per i bambini.
“Il numero di portatori è elevatissimo ed è chiaro che in un ambiente affollato soggetti che hanno un raffreddore o sintomi dell’influenza e mucose infiammate possono essere facilmente preda del batterio trasmesso da un portatore sano. In questo periodo gli sbalzi di temperatura congestionano le mucose e facilitano la trasmissione” – ha continuato.
Negli ambienti a rischio, eventualmente frequentati da soggetti risultati poi affetti dalla meningite, stando a quanto consigliato dal dottor Faella “basta tenere aperte le finestre per 24 ore, il batterio è molto sensibile e muore”.
